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Dom, Apr
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Storie di conversione - André Frossard

Società e cultura
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Chi era André Frossard? La madre di origine protestante, una nonna ebrea, il padre non battezzato primo segretario del partito comunista francese.

André cresce non solo in una famiglia atea, ma in un ambiente dove la questione Dio semplicemente non esiste. Nessuno lo nomina, se non per dire che solo gli stupidi ne parlano. La religione è liquidata come faccenda che appartiene all’epoca dell’oscurantismo con i preti che hanno inventato Gesù per far soldi.

Scriverà: “…Gli ultimi anticlericali che si scagliavano contro la religione nelle riunioni pubbliche ci parevano patetici ed un po’ ridicoli, quali lo sarebbero gli storici che si impegnassero a confutare la favola di cappuccetto rosso”. 

Questo era André Frossard. Compie quindici anni, l’ora di dimostrare che è un vero uomo. Con la metro va nel quartiere di Montparnasse per unirsi ad una delle tante prostitute. Giunto a destinazione scorge un mendicante “che sembrava dipinto col catrame sulla parete di ceramica bianca”. In tasca ha i soldi per pagarsi il piacere, gli si stringe il cuore ed i soldi finiscono nel cappello del mendicante. Il viaggio verso la prostituzione diventa il viaggio verso la carità!

Dio è paziente, aspetta come il padre sulla collina.  A Lui non interessano le masse, come ai partiti politici e agli uffici vendite: sa contare solo fino ad uno e tutti raggiunge, uno per volta.

Passano cinque anni.  Il giovane André è attento alla vita e cercatore di verità, quella verità che nel  marxismo non trova.  Ascoltiamo il suo racconto. “Entrato alle cinque e dieci d’un pomeriggio (8 luglio 1935) in una cappella del Quartiere Latino per cercarvi un amico, ne sono uscito alle cinque e un quarto in compagnia di un'amicizia che non era di questa terra. Entratovi scettico ed ateo d’estrema sinistra,  anzi - più ancora che scettico e ancora più che ateo - indifferente e preoccupato di ben altre cose che di un Dio che non pensavo neppure più a negare, tanto mi pareva da un’infinità di tempo nel conto profitti e perdite dell’inquietudine e dell’ignoranza umana, ne sono uscito qualche minuto dopo cattolico apostolico romano, trascinato, sollevato, ripreso, resuscitato dall’onda di una gioia inestinguibile”.

Nel suo libro “Dio esiste io l’ho incontrato” Frossard minuziosamente  narra come quell'8 luglio del 1935 si trovasse a Parigi per accompagnare un amico che, in via d'Ulm, era entrato in una chiesetta, mentre lui da buon ateo aveva preferito attendere fuori.

L'amico tarda e lui entra a sua volta in chiesa. Non trova l'amico che in realtà era già uscito. Allora si mette a girare curiosando tra i banchi, i muri, le statue, i candelabri e gli ornamenti. D’improvviso si manifesta un'inesorabile potenza che smantella “in un istante l’essere assurdo che sono, per far nascere il ragazzo stupefatto che sono mai stato”. Come se una presenza invisibile gli sussurrasse: "Vita spirituale".  Sente di colpo l'evidenza di Dio: “non dico che il Cielo si apre. Non si apre, ma si slancia, s’innalza silenziosa folgorazione, da quella insospettabile cappella”. Una preghiera commossa firma il racconto della conversione di Frossard: “Amore (Dio), per parlare di te sarà troppo corta l’eternità”.

Marcello Aguzzi