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Gio, Lug
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Festeggiamenti patronali parrocchiali alla Fiducia

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Il programma della festa patronale della parrocchia Madonna della Fiducia a Nichelino.

DOMENICA  22 MAGGIO

Ore 15,30 Amministrazione Sacramento Unzione degli Infermi ad ammalati e anziani.

NOVENA ALLA MADONNA DELLA FIDUCIA

DA LUNEDI 23 A SABATO 28 MAGGIO

Ore 17,30 S. Rosario - Ore 18 S. Messa con Supplica alla Madonna.

VENERDI 27 MAGGIO

Ore 21 S. Rosario e fiaccolata al seguito della statua della Madonna.

SABATO 28 MAGGIO

Ore 19,30 Apericena e Festa Insieme in Oratorio con musica e balli occitani.

DOMENICA 29 MAGGIO

Ore 10 Processione per le vie del Quartiere: piazza A. Moro - via Turati - piazza Spadolini - via Amendola - via Casalegno - piazza A. Moro.

Ore 11,30 S. Messa e Celebrazione Anniversari di Matrimonio - Benedizione e distribuzione del Pane della Fiducia.

Ore 15,30 Festa per tutti in oratorio

Gelato, Giochi e Tornei di Calcetto, Basket e Volley.

 

Maria doni a tutti fiducia, pace, conforto e speranza!

Un giorno un giovane andò da un eremita e disse: «Padre, non andrò mai più in chiesa!» L'eremita gli chiese il perché. Il giovane rispose: «Eh! Quando vado in chiesa vedo la sorella che parla male di un'altra sorella; il fratello che non legge bene; il gruppo di canto che è stonato come una campana; le persone che durante le messe guardano il cellulare e tante altre cose». Gli disse l'eremita: «Va bene. Ma prima voglio che tu mi faccia un favore: prendi un bicchiere pieno d'acqua e fai tre giri per la chiesa senza versare una goccia d'acqua per terra. Dopo di che, puoi lasciare la chiesa
Il giovane pensò: troppo facile! E fece tutti e tre i giri, come l'eremita gli aveva chiesto. Quando ebbe finito ritornò dall'eremita: «Ecco fatto, padre...» L'eremita così continuò: «Quando stavi facendo i giri, hai visto la sorella parlare male dell'altra?» Il giovane: «No!» «Hai visto la gente lamentarsi?» Il giovane: «No!» «Hai visto qualcuno che sbirciava il cellulare?» «No!».
«Sai perché? Eri concentrato sul bicchiere per non far cadere l'acqua. Lo stesso è nella nostra vita. Quando il nostro sguardo sarà unicamente rivolto a Gesù Cristo, non avremo tempo di vedere gli errori delle persone».

Maria ci insegna a guardare Gesù. È lui la fonte della nostra pace ed è Lui che ci dona la fiducia di cui abbiamo sempre bisogno, soprattutto in questo tempo di preoccupazione e di sgomento per tutto ciò che stanno vivendo migliaia di donne e uomini schiacciati e angosciati per la guerra, la paura, l’annullamento di ogni diritto umano.

Maria, nel bellissimo quadro venerato nella nostra parrocchia, ci indica Gesù. È lui il centro, il cuore, la ragione della nostra speranza. Cristo è la nostra pace come ci ricorda l’apostolo Paolo (Ef. 2,14). Maria non è una donna che si deprime davanti alle incertezze della vita, specialmente quando nulla sembra andare per il verso giusto. Non è nemmeno una donna che protesta con violenza, che inveisce contro il destino della vita spesso ostile.

C’è sempre un grande rapporto fra la speranza, la fiducia e l’ascolto e Maria è una donna che ascolta, che accoglie l’esistenza così come essa si consegna a noi, con i suoi giorni felici, ma anche con le sue tragedie che mai vorremmo avere incrociato.

I Vangeli, nel momento della passione di Gesù, registrano la presenza della Madre con un semplice verbo: “stava” (Gv. 19,25). Nulla dicono della sua reazione, nemmeno un cenno per descrivere il suo dolore: su questi dettagli avrebbero poi approfondito poeti e pittori regalandoci immagini che sono entrate nella storia dell’arte e della letteratura. Ma i Vangeli dicono semplicemente che “stava”. Stava lì nel più brutto momento e soffriva col figlio: stava. Maria “stava”, semplicemente era lì.  Maria stava nel buio più fitto, ma stava: non se n’è andata. Maria ci insegna a rimanere fedeli al nostro battesimo, al nostro impegno, alla nostra famiglia e al vero bene dell’intera collettività. Fedeli a Dio e agli uomini.

Nel primo giorno della Chiesa, Maria stava in mezzo a quella comunità di discepoli così fragili: uno aveva rinnegato, molti erano fuggiti, tutti avevano avuto paura. Ma lei semplicemente stava lì, nel più normale dei modi, come se fosse una cosa del tutto naturale: nella prima Chiesa avvolta dalla luce della Risurrezione, ma anche dai tremori dei primi passi che doveva compiere nel mondo.

È per questo che tutti noi la amiamo come Madre: non siamo orfani, abbiamo una Madre in cielo, la Santa Madre di Dio, ci insegna la virtù dell’attesa e della perseveranza, anche quando tutto appare privo di senso: lei sempre fiduciosa nel mistero di Dio, anche quando lui sembra eclissarsi per colpa del male del mondo.

Nei momenti di difficoltà, Maria, doni a tutti fiducia, pace, conforto e speranza. Ancora oggi, soprattutto oggi, dopo l’abisso della pandemia, dopo la follia e l’inutile strage della guerra Maria Madre e Madonna della Fiducia possa sempre sostenere i nostri passi.

Buona festa della Madonna della Fiducia!

Don Gian Franco Sivera

Parroco