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Due nuove case per anziani stanno crescendo velocemente in via Debouchè

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Quasi un segno del destino. La nuova espansione di Nichelino in via Debouchè, verso la campagna che la separa da Stupinigi, è partita con la costruzione di una residenza per anziani.

La popolazione invecchia. Un tempo la domanda superava l’offerta nell’edificazione di nuove scuole. Ma i figli del baby boom sono cresciuti e (non rimpiazzati) si accingono ad entrare in massa nella terza età con tutti gli acciacchi del caso. Ora sono i posti in RSA che mancano e sarà difficile tamponare con doppi o tripli turni.

Due anni fa ha aperto i battenti una prima struttura di 120 posti in viale della Rimembranza che si è riempita in un batter d’occhio. Lo stesso operatore privato, il Gruppo Gheron (che in contemporanea sta realizzando strutture analoghe a Milano nord), ha avviato qualche mese fa a Nichelino la costruzione di un altro complesso in via Debouchè in fase di veloce completamento, accanto alla Casa della Salute dell’ASL To 5.

Qui per la verità le RSA - Residenze Sanitarie Assistenziali saranno addirittura due; l’inaugurazione è prevista già nella prossima estate. Una si chiamerà “Debouchè” (120 posti) e l’altra “Parco Boschetto” (60 posti). Ubicate nello stesso complesso, saranno però indipendenti dal punto di vista degli spazi e dei servizi, con aree esterne di verde attrezzato. Sei piani fuori terra, come un grande condominio, più un piano interrato destinato anche a parcheggio: questa nuova cittadella è destinata ad accogliere persone totalmente o parzialmente non autosufficienti e sarà convenzionata con il servizio sanitario pubblico. “Camere doppie e singole, con TV e bagno privato – informa il Gruppo Gheron -  un complesso realizzato secondo i più avanzati criteri di edilizia sanitaria, con standard di comfort alberghieri ed accorgimenti tecnici ultra moderni”. Le prenotazioni di fatto sono già aperte; ci si può rivolgere alla RSA San Matteo in viale della Rimembranza (tel. 011.19888238).

Se la costruzione di RSA da parte di operatori privati procede a ritmo serrato, non altrettanto si può dire a proposito del nuovo e ormai “mitico” ospedale unico dell’ASL To 5.  Il progetto staziona da un bel po’ di mesi a Roma per le verifiche del ministero e soprattutto in attesa che si sciolga il nodo del finanziamento pubblico/privato. L’ultima notizia è che l’INAIL sarebbe interessato ad entrare nella partnership per la costruzione dell’ospedale che a questo punto ritornerebbe quasi completamente in mano pubblica. Tutto da studiare comunque.

Intanto non cessano le schermaglie tra Comuni sulla localizzazione dell’opera. Carmagnola spinge in Regione, dove nel frattempo è cambiato il colore della Giunta, per rimettere in discussione il sito di Cenasco/Vadò che si trova tra Moncalieri e Trofarello. “E’ un’area esondabile - sostiene Carmagnola -  meglio costruire l’ospedale a Villastellone”. “Macchè, nel 2016 da queste parti c’è stato l’alluvione del secolo e in quel punto non è successo nulla”, ribatte Moncalieri (dove l’anno prossimo si vota) e il sindaco Montagna tiene la posizione.

Anche sul Parco della Salute del Lingotto, ossia sulla maxi struttura che (nell’area attorno al grattacielo incompiuto della Regione) dovrà sostituire Molinette e ospedali limitrofi, di nuovo si è tornati a discutere.

E per finire, non “dulcis in fundo”, a Nichelino comincia a registrarsi una carenza di medici di base a seguito di pensionamenti, come del resto sta avvenendo un po’ in tutta Italia.  

Questo popolo di anziani che bussa alle porte troverà ancora un ospedale e dei medici che lo curino?