21
Mer, Ago
11 New Articles

Ferrovia, prende quota il "parziale interramento"

Quick News
Typography

E’ una lunga storia quella del raddoppio della linea ferroviaria Torino – Pinerolo. Inaugurata nel 1854, il doppio binario arrivò nel 1909 fino alla stazione di Sangone Moncalieri

e lì si fermò per tutto il secolo. Con il nuovo millennio gli studi ripresero fiato e con essi l’ipotesi di interramento per un paio di chilometri nel tratto nichelinese. A un certo momento raddoppio e interramento sembrarono affare fatto. Già circolava il rendering dell’avveniristica nuova stazione sotterranea di Nichelino, ma mancarono all’appello i circa 400 milioni di euro necessari all’impresa e ad essere seppellito per un altro po' di anni fu il progetto.

Ora il piano di raddoppio è stato ripescato, perché RFI – Rete Ferroviaria italiana è seriamente intenzionata a potenziare la linea che nel frattempo è diventata Pinerolo - Chivasso. I convogli non si dirigono più a Porta Nuova, ma da Lingotto deviano verso Porta Susa, stazione Stura, Settimo Torinese in quella che è diventata una specie di tangenziale ferroviaria di Torino. E’ una linea importante per il sistema di trasporto pubblico metropolitano, per studenti, pendolari e per cercare di alleggerire il traffico veicolare, ma l’anello debole è proprio il tratto a binario unico. Fino a quando non sarà dipanata questa matassa, non sarà possibile aumentare in modo significativo il numero delle corse con tempi competitivi rispetto all’auto e realizzare una linea ad elevata automazione, come è nei programmi di RFI.

Il primo passo sarà la soppressione dei passaggi a livello ancora presenti sulla linea e la creazione di una viabilità alternativa. In questa direzione va il nuovo protocollo d’intesa tra Regione Piemonte, Città Metropolitana, RFI e Comuni interessati (Moncalieri, Nichelino, Vinovo, Candiolo, None, Volvera, Airasca, Piscina, Frossasco e Roletto).

La parte più complessa dell’operazione riguarda proprio i due passaggi a livello presenti sul territorio di Nichelino. Quello di via Giusti era stato parzialmente alleggerito dal traffico con la costruzione del sovrappasso di via Colombetto (già dimensionato in funzione dell’eventuale raddoppio della ferrovia), ma gli imbocchi sulla rete viaria locale non sono ottimali e persiste ad esempio una necessità di accesso agevole al cimitero di via Pateri.

Altamente problematica è poi la soppressione del passaggio a livello di via Torino. Qui lo studio di una viabilità alternativa è un vero rompicapo. RFI prospetta la costruzione di due passerelle pedonali in via Giusti e in via Torino, più un nuovo cavalcaferrovia nei pressi della tangenziale (dove sboccherà?). In ogni caso l’interruzione di via Torino, ossia dell’asse viario principale della città spezzato in due tronconi, aprirebbe uno scenario molto complicato. Il nuovo studio di fattibilità dovrà dire quale sia il percorso migliore in termini di costi/benefici. Scartata, per oggettiva mancanza di spazio, la possibilità di incanalare in linea retta l’odierna via Torino su un sovrappasso o in un sottopasso, torna nuovamente in ballo l’ipotesi dell’interramento della ferrovia che però resta la più costosa delle soluzioni.

Riuscirà l’impresa di reperire i fondi necessari, deragliata qualche tempo fa? Al momento la Regione ha messo a disposizione 800 mila euro per gli studi e la progettazione preliminare partendo dall’ultimo piano che era stato redatto nel 2011.

Sta prendendo quota un’ipotesi intermedia: quella del “parziale interramento”, ossia far passare il treno in un trincerone in modo da mantenere pressoché inalterati gli attuali attraversamenti stradali di via Giusti e via Torino. Si tratta di salvare capra e cavolo: abbassare la ferrovia, alzare di poco la strada limitando al massimo la pendenza delle rampe di attraversamento ed eliminare così il passaggio a livello. Naturalmente anche in questo caso dovrà essere riposizionata la stazione di Nichelino, perché l’accesso ai binari dovrà avvenire al di sotto del sedime stradale.

Si prevede il raddoppio della linea in una trincea aperta anziché l’interramento vero e proprio”, ha spiegato qualche giorno fa Antimo De Ruosi, assessore comunale ai trasporti pubblici, che negli ultimi due anni ha seguito la laboriosa trattativa con Regione e RFI. Entro fine giugno è prevista la presentazione del nuovo studio di fattibilità. Ammesso che questa volta tutto fili liscio, data l’entità dell’intervento, ci vorrà comunque ancora qualche anno per vedere l’opera realizzata. Se son rose fioriranno, sapendo che non c’è rosa senza spine perché, se mai il mitico cantiere partirà, rimarremo forse un po’ di tempo senza treno o con via Torino bloccata. O entrambe le cose.