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A Nichelino mancano i pediatri

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L’allarme è nazionale: mancheranno sempre più medici, sia ospedalieri che di base.

Per il prossimo quinquennio  la stima di quelli in uscita ammonta a 45.000 unità o forse più, se andrà in porto la “quota 100” per accedere alla pensione.  Il quadro è destinato a peggiorare nell’arco del decennio con un totale di oltre 80.000 medici  in quiescenza. Si sa già che la maggior parte di loro non  potrà  essere sostituita, perché al sistema sanitario mancano risorse e il turn over, come in tutto il settore del pubblico impiego, è bloccato o procede con il contagocce.  La stima è che circa 15 milioni di italiani avranno difficoltà a reperire uno studio medico ad una distanza accettabile da casa. Sono un lontano ricordo i tempi in cui il dottore, terminato l’ambulatorio, faceva il giro delle visite domiciliari per i pazienti anziani o immobilizzati a letto. Per i medici che rimangono sul campo l’elenco dei “mutuati” sarà destinato a crescere a dismisura, così come il rito del fatidico “la mando dallo specialista” (… ma anche gli specialisti saranno di meno).

A Nichelino ci sono una trentina di medici di base di libera scelta e per adesso il sistema regge, ma diversi di loro non sono molto distanti dalla pensione.

Invece per quanto riguarda i pediatri l’emergenza è già realtà.  Per gli ultimi neo-nati l’avventura con la sanità pubblica è cominciata con un inaspettato diniego. I genitori sono andati all’ASL  a scegliere il pediatra per il pargolo e hanno scoperto con disappunto che a Nichelino di posti non ce ne sono. Tutto esaurito. Uno dei tre pediatri è andato in pensione e i suoi piccoli pazienti sono da ridistribuire sugli altri due, al limite della capienza (uno di questi a sua volta non è distante dalla penzione). Volendo si può scegliere un altro pediatra del distretto con studio a Vinovo, Candiolo o None. La prospettiva  non è certo delle più entusiasmanti;  mettiamoci nei panni di un genitore che alla prima influenza stagionale dovrà infagottare la creatura e trasferirla in macchina o in autobus (che non c’è) fino in quel di Vinovo.

Per i più grandicelli c’è un alternativa. Quando superano i sei anni possono essere aggregati ai pazienti del medico di base dei genitori, con buona pace delle specializzazioni in campo sanitario.

E’ comprensibile che le famiglie con bimbi piccoli siano confuse e in apprensione, anche per l’incertezza del percorso da seguire per assicurare l’assistenza sanitaria ai propri figli.

L’ASL To 5 sta cercando di correre ai ripari, ma la sostituzione del pediatra andato in pensione dipende dalla Regione e  la procedura, ammesso e non concesso che abbia esito positivo,  è abbastanza lunga. Le ultime graduatorie regionali per le zone a carenza pediatrica parlano di Torino nord est, Torino sud ovest, Avigliana, Orbassano, Arona, Tortona, Courgnè, Alessandria, Castellazzo Bormida… e a chi arriva tocca mettersi in coda,

Per il resto alla notizia che a Nichelino mancano pediatri tutti sono caduti dalle nuvole. I diritti – si sa – vengono prima di tutto. Ma quali diritti, se non si riesce nemmeno più a garantire un pediatra a chi si affaccia a questo nostro pazzo mondo?