19
Lun, Feb
54 New Articles

Alle prese con il "Rosatellum"

Quick News
Typography
Si vota domenica 4 marzo per il rinnovo del Parlamento (Camera dei Deputati e Senato della Repubblica) con una nuova legge elettorale, il cosiddetto “Rosatellum” curioso neologismo inventato sul cognome del parlamentare (Rosato) che è stato tra gli ideatori del testo, così come il precedente “Mattarellum” derivava dal cognome di Sergio Mattarella.


La nuova legge stabilisce un mix piuttosto complicato tra sistema maggioritario, dove per un posto in palio al parlamento semplicemente vince chi ha più voti, e sistema proporzionale dove invece la ripartizione dei seggi avviene appunto secondo un criterio di proporzione rispetto al numero dei consensi ottenuti. Circa un terzo dei posti disponibili alla Camera ed al Senato sarà assegnato tra i candidati più votati nei collegi uninominali con il sistema maggioritario, mentre gli altri due terzi dei parlamentari saranno eletti con il proporzionale. Così come congegnato il Rosatellum favorisce le coalizioni, cioè l’aggregazione tra diverse forze politiche a sostegno dei candidati nei collegi uninominali, anche se, come sempre, l’incognita è la tenuta delle stesse coalizioni dopo le elezioni. Sono previste soglie di sbarramento. I partiti che partecipano alla competizione elettorale correndo da soli dovranno raggiungere almeno il 3 per cento dei voti su scala nazionale. Se i partiti fanno parte di una coalizione, quest’ultima dovrà arrivare almeno al 10 per cento dei voti. I partiti che risulteranno al di sotto di queste percentuali non avranno alcun rappresentante in parlamento.

CAMERA
Per la Camera dei Deputati a livello nazionale ci sono 232 collegi uninominali in cui coalizioni o singoli partiti presentano un solo candidato. Sarà eletto quello che prenderà almeno un voto in più degli altri candidati nello stesso collegio. 386 posti alla Camera dei Deputati saranno invece ripartiti con il metodo proporzionale e così altrettanti nuovi onorevoli verranno fuori dalle liste presentate dai partiti. I restanti 12 seggi sono quelli delle circoscrizioni degli italiani residenti all’estero.

SENATO

Qui i collegi uninominali sono 102, quelli del proporzionale 207 e 6 per l’estero. Chiaramente l’estensione territoriale dei singoli collegi è diversa e più ampia. Il meccanismo di assegnazione dei posti è lo stesso e anche la scheda per il Senato (che come sempre verrà consegnata solo agli elettori che abbiano compiuto il 25° anno di età) è articolata secondo le stesse modalità.

LA SCHEDA
A livello pratico è questa la principale novità. Per l’elettore si tratta di capire come e dove mettere la fatidica croce, considerato che non si possono scrivere preferenze perché tutti i nomi dei candidati sono già stampati sulla scheda. La domanda dell’elettore è: a chi andrà a finire il mio voto? E la risposta non è così scontata. Sul frontespizio della scheda c’è una sintetica spiegazione che però di primo acchito risulta abbastanza sibillina. Sotto il nome di ogni candidato per il collegio uninominale ci sono i simboli dei partiti a lui collegati nel proporzionale, con a fianco i nomi dei candidati del corrispondente listino bloccato. Schematizzando il voto si può validamente esprimere in tre modi diversi. 1) Tracciare un segno su un simbolo votando un partito: in questo caso il voto si estende automaticamente al candidato nel collegio uninominale sostenuto da quel partito; 2) Tracciare due segni: uno sul simbolo di un partito e un altro sul nome del candidato del collegio uninominale supportato da quel partito. Agli effetti del conteggio il risultato è identico a quello descritto nel punto precedente. 3) Tracciare un segno solo sul nome del candidato del collegio uninominale, senza indicare alcun simbolo di partito. In questo caso il voto vale per il candidato nel collegio uninominale e si estende automaticamente al partito che lo sostiene. Se il candidato però è appoggiato da più partiti che formano una coalizione, nei conteggi quel voto sarà poi diviso proporzionalmente tra tutti questi partiti, in base ai voti che ciascuno ha complessivamente ottenuto nel collegio.

IN QUALE COLLEGIO E’ NICHELINO?
Nessun collegio è “sicuro”. I big, come consentito dalla legge, sono candidati in un collegio uninominale e contemporaneamente pluricandidati nei listini dei partiti per il proporzionale per metterli al riparo da eventuali sconfitte negli scontri diretti. Per l’elezione della Camera dei Deputati Nichelino è inserita nel collegio uninominale n. 8 di Piemonte 1 di cui fanno parte altri 26 Comuni che vanno dalla periferia alla seconda cintura, come Vinovo, La Loggia o Trofarello, al collinare Pecetto, fino a piccoli comuni agricoli come Osasio. I più popolosi, oltre a Nichelino, sono Moncalieri e Carmagnola e certo i flussi di voto in queste tre città peseranno sul risultato finale. La partita per la conquista del seggio è quanto mai aperta e nessuno si sbilancia in pronostici. Ancora più incerto e variegato lo scenario nel collegio uninominale per il Senato (n. 2 Piemonte 1). Qui, insieme a Nichelino, Moncalieri e Carmagnola ci sono anche Pinerolo e il pinerolese, la Valchisone e la Valsusa. In tutto 118 Comuni, compreso Moncenisio il più piccolo d’Italia.

TAGLIANDO ANTIFRODE
Lasciamo i conti ai matematici. L’elettore dovrà solamente – si fa per dire – concentrarsi sul punto in cui intende tracciare il proprio segno centrando la casella giusta e tenendo presente che non è ammesso il voto disgiunto, cioè non è possibile tracciare due o più segni su simboli e candidati appartenenti a schieramenti diversi. In tal caso il voto sarebbe annullato e non andrebbe a nessuno. Un’altra novità sarà il “tagliando antifrode”, inventato per cercare di impedire i tristi fenomeni di voto di scambio e di schede pre-votate. Ogni scheda avrà sul bordo un tagliando dove è stampato un numero; gli scrutatori dovranno segnarsi questo numero nel momento in cui consegnano la scheda nelle mani dell’elettore. All’uscita della cabina, prima di riconsegnare la scheda e di introdurla nell’urna, il numero sul tagliando dovrà essere controllato e naturalmente dovrà essere lo stesso. A questo punto il tagliando sarà staccato e cosi la scheda ritornerà ad essere anonima.