29
Mer, Mag
125 New Articles

Fermi tutti, passa la pista

cronaca
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

“Questa pista ciclabile dove la mettiamo?” La domanda retorica era il titolo di un articolo di qualche mese fa, quando la Città Metropolitana e il Comune

presentarono il tracciato del percorso che collegherà il ponte di via Artom alla stazione ferroviaria di Nichelino: via Miraflores, via San Matteo, via Trento, viale Segre. La risposta si sta materializzando in questi giorni. Procedono i lavori e la gente appare vieppiù perplessa, perché è abbastanza evidente che in alcuni punti divia San Matteo una “vera” pista ciclabile proprio non ci sta. Una mini carreggiata per le auto, due corsie andata/ritorno per bici e monopattini, marciapiedi per pedoni, passeggini, deambulatori e quant’altro. Tutti insieme appassionatamente sono destinati a confluire nel tratto da via 1° Maggio all’incrocio con via Stupinigi. Per giunta nello spazio di un centinaio di metri ci sono quattro scuole (De Amicis, Manzoni, San Matteo, Engim), l’ingresso disabili della chiesa grande della Santissima Trinità, il centro catechistico, un paio di incroci ciechi, passi carrai in quantità e dulcis in fundo una strettoia con voltone all’incrocio con via Stupinigi.

Fate un po’ voi, ma un conto sono l’apprezzabile impegno per la mobilità sostenibile e la buona volontà ecologica, altro conto sono le leggi della matematica e della fisica, oltre che un po’ di buon senso. Infatti in questi giorni sono tutti quanti imbufaliti: automobilisti, pedoni, ciclisti, motociclisti e monopattinisti. I social fanno da cassa di risonanza; qualcuno sbrocca e va un po’ troppo sopra le righe, ma il disagio è reale. I momenti più critici sono quelli all’ingresso e all’uscita delle scuole, quando i flussi di bambini, ragazzi e genitori si riversano in cerca di un varco in mezzo alle transenne da cantiere, cassonetti vaganti e viabilità modificata. “Non si poteva attendere la fine delle scuole, senza mettere in difficoltà migliaia di famiglie?”, scrive Claudia e fioccano i “mi piace”, assieme alla proposta di Amy: “il sindaco dovrebbe bloccare questi lavori fino a giugno”. Più drastica è Mirella: “Blocchiamo i lavori ... sdraiamoci a terra”.

Anche l’intricata sistemazione della rotonda di via Trento non cessa di stupire: “come fanno i camion a fare la curva in via Trento?”, si chiede Marisa. Va da sé che in centro il traffico pesante è interdetto, ma qualche volta ci sarà pur la necessita di far passare un autocarro o un pullman. “Con tutti questi spuntoni la rotonda è diventata davvero pericolosa, si fa fatica a capire quale corsia imboccare”, si legge in un'altra pagina Facebook.

Un altro filone di commenti riguarda l’effettivo utilizzo della nuova pista ciclabile: “Vorrei contare chi va in bicicletta…”, s’interroga Lidia. "Io tutta questa gente in bici non l'ho mai vista”, le fa eco Matteo. Suvvia, siamo ottimisti, magari qualcuno si metterà adesso a pedalare.

Un post fuori dal coro arriva da Massimo: “Benvenuta pista ciclabile. Vogliamo Nichelino ‘Città Bike Friendly’. Alla fine dei lavori vi dovrete ricredere...” Su una cosa ha ragione. Non si può valutare il risultato finale dell’opera in base al livello di caos di questi giorni con i cantieri aperti.

Si vedrà a bocce ferme, sperando che non si fermi del tutto la circolazione.

Ci sarà comunque chi per scelta o per necessità la bicicletta continuerà a non usarla. Né si può chiedere a un settantenne di sfrecciare in monopattino, mentre dovrebbe avere tutto il buon diritto di andare in giro con la sua utilitaria senza troppi intoppi, tanto più che i trasporti pubblici sono quelli che sono.

Del resto gli stessi ciclisti non sempre prediligono le corsie riservate. È emblematico il tratto realizzato l’anno scorso in via Stupinigi: disegnata una bici sul marciapiede e fatta la pista. Ma la gente che passa di lì a pedali per lo più continua a usare la stessa carreggiata delle auto. “Mica è vietato”, dicono. Lo stesso vale per chi va in monopattino, perché ritiene pericoloso condividere lo stesso percorso con i pedoni. Chi usa abitualmente la bici per andare al lavoro o a scuola di solito non apprezza le piste ciclabili disseminate di cordoli, scivoli o scambi da una parte all’altra della strada,  che rallentano la pedalata e trasformano il viaggio in una gimkana degna di un Brumotti.

Nel tratto più largo di via San Matteo la pista, di fronte ai Polesani e al parcheggio del mercato, è stata delimitata con aiuole. Tanto bello, ma riusciremo ogni tanto a tagliare l’erba?

E nella rotonda disassata a forma di pera tra le vie Miraflores, XXV Aprile e San Matteo dove la facciamo passare questa ciclabile?

Red