Dopo un accurato intervento di restauro durato cinque mesi il grande ovale è tornato
Lo stato di salute del quadro era decisamente preoccupante. I colori erano alterati dallo sporco accumulatosi in più di due secoli e dai processi di ossidazione, con parti di pittura in via di distacco: un degrado che senza cure adeguate era destinato irrimediabilmente a peggiorare. Per giunta il telaio di legno, realizzato nel tardo ottocento, che sorreggeva l’ovale di oltre 16 metri quadrati e lo distanziava dalla parete per proteggerlo dall’umidità, era talmente danneggiato dalle tarme da compromettere la stabilità ed è stato sostituito. La fase diagnostica ha consentito di individuare alcuni interventi sulla tela e “rattoppi” eseguiti nel 1871 e nel 1907 che per la verità, a causa dei prodotti utilizzati, hanno creato ora qualche complicazione. Ad esempio uno strato di vernice resinoso era stato applicato in modo disomogeneo nel tentativo di mascherare la cementite utilizzata per rinforzare il tessuto.
L’attuale restauro è stato curato dallo studio di Moncalieri della dott.ssa Alina Pastorini che al termine di tutte le operazioni ha prodotto una dettagliata relazione tecnica sulla situazione del dipinto e sugli interventi eseguiti. “Si sono ottenuti risultati molto soddisfacenti – conclude la relazione - Mediante un puntuale e lungo lavoro di ripristino estetico delle lacune, si è restituita una lettura d’insieme dell’opera equilibrata con una leggibilità delle figure in secondo piano che prima della pulitura erano illeggibili”.
Sempre rinviato nel tempo per mancanza di fondi, si è potuto intervenire su questa che è una delle migliori opere di Felice Cervetti grazie ai bandi per la tutela del patrimonio artistico promossi dalla Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT. L’intervento è inserito in un progetto più ampio che comprende anche le due pale degli altari laterali (sempre del Cervetti) ed altri quattro quadri della chiesa antica di SS. Trinità. Il progetto complessivo ha avuto l’approvazione dalla Commissione Diocesana Arte Sacra e dalla Soprintendenza. Per utilizzare appieno i due contributi già stanziati, rispettivamente di 40.550 e 25.200 euro, occorre però reperire altri finanziamenti. A breve si conta comunque di mettere mano ad una delle due pale degli altari laterali.
A corredo dell’intervento, il laboratorio di restauro di Alina Pastorini ha promosso anche un interessante e approfondito studio storico curato dal dott. Simone Bonicatto con notizie inedite sulla Nichelino settecentesca. La rigorosa ricerca di fonti d’archivio ha portato tra l'altro al ritrovamento della nota di pagamento dell’ovale della Trinità, datata 17 settembre 1770. Il pittore venne pagato da Giuseppe Barile, esattore di Nichelino, con la somma di 250 lire. Sul documento, firmato dal sindaco Michele Antonio Lasagno, dal segretario Morelli e dal consigliere Carlo Domenico Merlo, c’è la firma per ricevuta di Felice Cervetti. Il gruppo delle tre tele di Nichelino rappresenta un ottimo esempio della tarda attività del pittore torinese, all’epoca poco più che cinquantenne, che in precedenza aveva già realizzato lavori in altre chiese del Piemonte.