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Mar, Giu
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Nichilinum nel medioevo

C'era una volta
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Qualche anno fa Franco Alessio, appassionato ricercatore e studioso di storia locale, ha rinvenuto


un’annotazione in latino medievale su un documento che menziona proprietà fondiarie e immobiliari del XIV secolo nella zona di Moncalieri. Si fa riferimento ad un “palatium” (palazzo signorile) e ad “airali” (termine agricolo che indicava le aie dove si batteva il grano e le pertinenze di cascinali) posseduti dai Darmelli, antica famiglia moncalierese. Questo “palatium” (n.d.r toponimo diffuso in molte parti  d'Italia che risale all'epoca romana), stando alla descrizione riportata nel documento datato 1366, si trovava oltre S. Clericum (San Quirico) e appena a nord del “Nichilinum”.

Come è noto il toponimo Nichelino in origine era circoscritto all’odierno Borgo Vecchio dove si trova il castello Occelli. L’attuale centro città intorno all’odierna piazza Di Vittorio, ancora nel Settecento ai tempi dell’edificazione della chiesa barocca della Santissima Trinità, si chiamava invece Borgata Palazzo.

Con ogni probabilità questa denominazione derivava proprio del “palatium” dei Darmelli.

Dove si trovava esattamente?

Nell’isolato tra vicolo Ponente, piazza Barile e via Stupinigi c’è un gruppo di case costruite nell’Ottocento, ma alcune costruzioni nella parte bassa lasciano intravedere muri in pietra di fattura più antica, come se fossero state edificate appoggiandosi a fondamenta preesistenti.

“E’ particolarmente curioso una pezzo di edificio in un cortile interno, chiaramente più volte modificato, che presenta un muro di forma semicircolare”, osserva Mario Cerrato che abita da quelle parti e che tra l’altro è appassionato di archeologia. L’abside di una cappella, la copertura di un pozzo, i resti di un torrione?

Lasciamo aperto il dibattito, ma ci sono buone possibilità che il Palazzo che diede il nome alla borgata si trovasse proprio lì, come pure si desume da un particolare (nella foto in alto) di un dipinto settecentesco che raffigura la chiesa della Santissima Trinità appena costruita.

Comunque sia la scoperta del dott. Alessio per più di un motivo ha un certo rilievo per la storia cittadina: perché retrodata l’origine del nome Nichelino di almeno tre secoli rispetto a quanto si pensasse fino ad oggi, perché appare la denominazione latina “Nichilinum” totalmente diversa dal ‘nihili locus’ (che erroneamente si tramanda da decenni) e perché dimostra che le località citate erano già abitate nel medioevo, se non addirittura nei secoli precedenti...

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