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Andar per mostre

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Con l’arrivo della primavera è tempo di viaggiare nell’esplosione di colori che tingono il vasto panorama proposto dal circuito museale piemontese.


Un viaggio nella cultura, ma anche nel tempo: si può partire Dall’antica alla nuova Via della Seta” organizzata al MAO (Museo d’Arte Orientale di Torino). Un percorso dove sotto i riflettori è protagonista l'antico e vitale legame, commerciale e culturale, tra Europa e Asia. Un legame che potrebbe brillare di luce propria anche oggi grazie anche al progetto de “La Nuova Via della Seta”, presentato dalla Repubblica Popolare Cinese: l’apertura di una “Via” sia ferroviaria che stradale per collegare l'antica città di Xi'an con Rotterdam e con altri grandi centri europei tra cui la Venezia che fu di Marco Polo.

Si respira un clima ben diverso nella Citroniera delle Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria dove attraverso moderne soluzioni tecnologiche è proposto “Caravaggio Experience”. Tentativo di condurre il visitatore in una vera e propria “immersione sensoriale” nell’opera di Michelangelo Merisi. Una singolare video installazione, con la complicità di musica e profumi, vuole delineare una nuova modalità, quella virtuale, per far entrare in contatto con i grandi capitoli della produzione del maestro seicentesco: la luce, il naturalismo, la teatralità, la violenza, i luoghi dello stesso Caravaggio.

Balzando al secolo successivo, ma ben lontano dal virtuale, è la mostra organizzata, con la cura e la passione di sempre, dalla Fondazione Cosso al Castello di Miradolo, e dedicata a Giambattista e Giandomenico Tiepolo: “Tiepolo e il Settecento veneto”, (nella foto) ossia 46 preziosi capolavori: dipinti, disegni, acqueforti, incisioni e sculture, provenienti dalla prestigiosa Pinacoteca di Palazzo Chiericati a Vicenza, accompagnano il visitatore alla scoperta dei grandi temi del secolo dei lumi. Fino al 14 maggio a San Secondo di Pinerolo.

E’ però il Novecento il grande protagonista di questa stagione. Si può spaziare dai “Colori. L’emozione del colore nell’arte” – Kandinsky, Paul Klee e Giacomo Balla, da assaporare per gli amanti del genere tra GAM (Galleria d’Arte Moderna) di Torino e Castello di Rivoli, sino alla singolare Titanic - The artifact exhibition”, mostra dedicata transatlantico affondato, durante il viaggio inaugurale del 1912, nell’oceano Atlantico per una collisione con un iceberg. Si possono “ammirare”, alla Promotrice delle Belle Arti, pezzi autentici del Titanic, oggetti originali di proprietà dei passeggeri della nave, il ponte principale, la ricostruzione a grandezza reale di una cabina di prima classe e una di terza, reperti e filmati dell’epoca e pure una vera parete di ghiaccio per mostrare le condizioni di freddo alle prime ore del mattino di quel fatidico 15 aprile.

Ed ancora “Marc Chagall – L’artista che dipingeva fiabe d’amore” proposta sino al prossimo 20 maggio dalla piccola galleria Elena Salamon Arte Moderna, di Via Torquato Tasso 11, nel cuore del capoluogo piemontese, con opere realizzate tra il 1925 e il 1982. L’ ingresso è gratuito.

Per gli appassionati della velocità e del designer d’altri tempi il Museo dell’Automobile di Torino presenta sino al 25 giugno “Crossroads – Incroci Italia e America, dal dopoguerra al boom economico”. E' un viaggio negli anni ’50 e ’60 attraverso le contaminazioni tra Italia e Stati Uniti. Un itinerario da percorrere grazie alle vetture esposte per l’occasione: berline e cabriolet simbolo del sogno americano, Lincoln Continental, Buick e Plymouth accanto a capolavori made in Italy come l’Alfa Romeo 6C 2500 Sport Cabriolet “extra lusso” degli stabilimenti Farina del 1947 e la Cisitalia 202 SMM Spider Nuvolari con la scocca completamente in alluminio.

A proposito di design del XX secolo a Bruno Munari (1907-1998) è dedicata la mostra “Bruno Munari - Artista totale” allestita dal Museo Ettore Fico di Via Cigna 114. Esposta la poliedrica ed originale attività dell’artista (disegni, progetti, collage, dipinti, sculture, libri, oggetti di industrial design) ponendo l’accento sulla visione dell’arte come ricerca continua “assimilazione delle esperienze passate, aggiunta di esperienze nuove, nella forma, nel contenuto, nella materia, nella tecnica, nei mezzi”.

E dulcis in fundo…la fotografia, quella della “Magnum”: l’agenzia fotografica fondata nel dopoguerra da abili “occhi sul mondo” quali Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour.

La mostra “L’Italia di Magnum. Da Cartier-Bresson a Pellegrin” è allestita nei duemila metri quadri dell’edificio di via delle Rosine a Torino in cui fu aperta la prima scuola pubblica del Regno d’Italia, e in cui ora ha sede la “Camera" del Centro Italiano per la Fotografia. Si ritrovano settant’anni del nostro paese attraverso oltre 200 scatti della famosa agenzia,

Si parte dagli anni Trenta attraverso gli occhi di Henri Cartier-Bresson e poi lo scatto di Robert Capa, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, che mostra un’Italia in rovina, devastata dalla guerra, e uno di David Seymour, che nel 1947 immortala dei turisti che tornano a visitare la Cappella Sistina, segno di rinascita.

Gli appassionati di fotografia d’autore avranno poi di certo l’ardire di spostarsi decisamente fuori porta, sino al forte di Bard, per ammirare l’opera di Robert Doisneau, conosciuto dai più per il celebre bacio del 1950: “Le baiser de l’Hôtel de ville”. La mostra Robert Doisneau. Icônes è aperta al pubblico sino al 1° maggio.

Eliana Cerchia