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Per i cascinali di Stupinigi bisogna fare in fretta

Civis
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Bisogna dare atto che negli ultimi anni molto è stato fatto per cercare di valorizzare Stupinigi.
A cominciare dalla Palazzina di Caccia, rimasta di proprietà della Fondazione Mauriziana, dove sono stati portati a termine importanti interventi di restauro. Nuove sale aperte al pubblico, percorso di visita ampliato, manifestazioni e iniziative collaterali: il gioiello barocco dello Juvarra è tornato ad essere un importante punto di attrazione turistica di rilevanza nazionale e non solo. Il parco, con la sistemazione di antiche rotte di caccia, è diventato più fruibile. I Comuni interessati (capofila Nichelino) e l’Associazione “Stupinigi è…” si sono fatti promotori di diverse attività ed iniziative per la promozione del territorio in tutti i suoi aspetti.

Molto però resta ancora da fare e il patrimonio storico/ambientale di Stupinigi è ancora a rischio.

Il degrado sta avanzando in alcune zone del complesso. Particolarmente evidente il rapido deterioramento dei poderi che fiancheggiano il viale centrale e che fanno da cornice e porta di accesso per i visitatori della Palazzina. Un pessimo biglietto da visita, così come è oggi. I muri dei vecchi cascinali ora disabitati, passati una quindicina di anni fa in proprietà alla Regione, si stanno sgretolando e in alcuni tratti sono comparse transenne per proteggere i passanti da possibili distacchi di pezzi di cornicione. Fabbricati di pregio, come quello dei “granai”, versano in stato di abbandono. E’ ancora peggio se ci si affaccia nei cortili interni: un cascinale tre anni fa è stato gravemente danneggiato da un incendio e tutto è rimasto come allora. Ovunque crepe, muffa, serramenti semidistrutti o inesistenti, tettoie che stanno crollando. Stiamo parlando di centinaia di locali e ambienti (stanze, magazzini, stalle, vecchi fienili, soffitte, cantine…) potenzialmente utilizzabili ed ora desolatamente vuoti. Ad ogni pioggia i controviali, che servono da parcheggio per le auto e i pullman dei turisti, diventano un pantano di pozzanghere.

Il culmine del disastro si raggiunge a Castelvecchio, l’antico castello cinquecentesco, preesistente alla Palazzina, che sta cadendo letteralmente a pezzi. In alcuni punti il tetto ha ceduto e gli ambienti interni sono praticamente esposti alle intemperie. Se non si interviene in fretta Castelvecchio è destinato a diventare un cumulo di ruderi nel giro di pochi decenni.

E’ necessario salvare la cornice, altrimenti anche l’opera principale, cioè la reggia, rischia di sbiadire vanificando gli interventi di quest’ultimo decennio, perché Stupinigi costituisce un unicum, fatto di storia, arte, natura e agricoltura.

Una buona notizia arriva dalla Regione Piemonte. L’assessore regionale alla cultura Antonella  Parigi ha annunciato che si sono resi disponibili sei  milioni e mezzo di euro di fondi europei per interventi strutturali sul viale centrale. L’obiettivo, da tempo sulla carta, è di insediare e far decollare una serie di attività turistico-ricettive: ristorazione, ospitalità, artigianato, botteghe artistiche e loisir, senza dimenticare l’originaria vocazione agricola del borgo.

C’è un interrogativo in attesa di risposta. Chi si occuperà di tutta la regia? Gli attori sono parecchi: Fondazione Mauriziana, Regione Piemonte ed Ente Parchi, fondazioni bancarie San Paolo e CRT, più sei Comuni, operatori e aziende agricole. Era parsa cosa fatta l’ingresso di Stupinigi nello stesso consorzio che gestisce La Venaria Reale. Negli ultimi mesi un’altalena di voci e notizie giornalistiche: si farà, si sta facendo, tutto, in parte, non se ne fa più nulla. Intanto il tempo passa e le cascine prima o poi crollano.