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21 Martiri

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Sono stati ritrovati in Libia i corpi dei 21 cristiani copti dei uccisi dall’Isis nel febbraio del 2015 a causa del loro rifiuto di convertirsi all’islam. Il video dell’esecuzione in riva al mare, con le vittime in ginocchio vestite di arancione e gli aguzzini vestiti di nero, fece il giro del mondo e resta uno dei documenti più raccapriccianti del fondamentalismo jihadista.


Erano operai che lavoravano in un cantiere edile, rapiti qualche settimana: venti cristiani egiziani e un ghanese che si sarebbe convertito vedendo la fede dei suoi colleghi. I resti sono stati scoperti in una fossa comune vicino a Sirte: corpi decapitati con le mani legate dietro la schiena.

“Il più grande caso di martirio cristiano del nostro tempo”, aveva dichiarato subito dopo l’eccidio il vescovo Anba Macarius. I loro loro nomi sono già stati iscritti nel Synaxarium, il libro dei martiri della Chiesa copta e sono diventati un simbolo delle violenze subite in questi anni dalla minoranza cristiana in medio Oriente. In Egitto il ritrovamento delle spoglie mortali di questi 21 morti per causa della fede ha suscitato grande emozione. Tredici vittime della strage provenivano dal villaggio di Al Awar in alto Egitto e qui stanno costruendo una grande chiesa in memoria dei “Martiri di Libia”, dove molto probabilmente saranno trasferiti i corpi.