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Ven, Giu
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25 anni con gli amici del Congo

Dai gruppi
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A ottobre nelle chiese si celebra il “Mese Missionario” sul quale ultimamente l'attenzione è forse un po' calata
per tanti motivi, legati ai problemi che quotidianamente ci “aggrediscono”: il lavoro che non c'è, il terrorismo che ci spaventa, “l'invasione” dei profughi, la confusione della politica, i conti che non tornano mai... Una vera crisi insomma, così estesa e coinvolgente da diventare il volto più percepito della globalizzazione, pur tanto decantata ed auspicata fino a qualche anno or sono.

Risulta così essere sempre più agevole e percorribile, anche inconsciamente, la strada del “si salvi chi può” o meglio del “salviamo il salvabile” del nostro piccolo mondo e della la nostra attuale condizione .

Diventa anche, purtroppo, sempre più facile non accorgersi che non siamo i soli ad “arrancare” nella fatica quotidiana del vivere.

Quest'anno sono 25 anni che la Parrocchia, Madonna della Fiducia, anche tramite il Gruppo Missionario, accompagna una piccola comunità del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo: prima la comunità di Lukanga, poi quella di Muhanga, guidate da Padre Giovanni Piumatti, sacerdote Fidei Donum della Diocesi di Pinerolo.

Padre Giovanni è partito 42 anni fa per il Congo ed è collegato con la comunità nichelinese: venticinque anni di contatti epistolari (ora con i mezzi moderni anche via Skype), di sostegno, anche economico, di scambi di visite. E' venuto e viene quando può a Nichelino, ma anche noi siamo stati laggiù.

In questo mese di Ottobre, dedicato alla riflessione ed al supporto di tutti gli aspetti dell'idea di Missionarietà, desideriamo condividere questo nostro quarto di secolo di legame con Muhanga.

Sono stati 25 anni in cui abbiamo seguito con attenzione gli eventi, gli accadimenti di quella bella, ricca, ma martoriata provincia: bella perché idrogeograficamente fortunata, ricca perché beneficiata dagli eventi geologici preistorici di ogni sorta di minerale “occidentalmente” appetibile, ma martoriata da ormai più di 40 anni dalle guerre di potere e di interessi, depredata delle sue potenziali risorse.

Abbiamo condiviso con Padre Giovanni e quella gente gioie (la costruzione di una diga, delle scuole, di un dispensario, di una maternità, di una piccola sala chirurgica, l'installazione di una turbina), apprensioni (le fughe in foresta provocate dalle aggressioni e dai saccheggi dei gruppi armati, le epidemie), i loro e i nostri lutti (gli amici che ci hanno lasciato prematuramente).

In questi 25 anni abbiamo imparato che su questa Terra ci sono migliaia di Muhanga.

Condividere tempo e pensieri con l'Africa ci ha insegnato e ci ha chiamati a trasmettere (almeno nella nostra Comunità di riferimento) ogni prima domenica del mese, oltre agli aggiornamenti dalla Missione, l'esortazione a mantenere lo sguardo attento anche all'Altro Mondo, quello che vive fuori dalle mura di casa....nonostante tutto, nonostante il nostro malessere, nonostante qualcuno, forse, desideri seppellirci nell'incertezza e nella paura.

E' uno sforzo di comprensione quello che esortiamo a fare. E' faticoso: l'uomo, per sua natura, è maggiormente influenzato nel suo agire dagli stati emozionali, per questo quando vogliono innescare un certo tipo di reazione ci mostrano immagini, che più facilmente generano emozioni, sia nel bene che nel male.

A coloro che in questi 25 anni ci hanno accompagnati, sostenendo le iniziative di solidarietà che abbiamo promosso vogliamo dire grazie. Senza l'aiuto delle centinaia di amici che hanno aderito ai diversi Progetti non saremmo qui a ricordare questo gemellaggio missionario con il Nord del Congo

Vogliamo dire Grazie! Ma soprattutto incoraggiare alla fiducia, al coraggio, all'ottimismo del “saper mettere in comune” quel che abbiamo e quel che siamo.

E' vero, siamo sommersi dai “nostri” problemi, ma c'è dell'altro...ci sono milioni di “Lazzaro” fuori dalla porta di casa: gente che fugge dalla propria terra, che muore in mare, popolazioni che vengono decimate da guerre interminabili, dalla violenza di chi gestisce le armi. Ci sono situazioni di sfruttamento lavorativo e caporalato inaccettabili, in Italia e nella nostra stessa regione. Noi vogliamo continuare a dirigere la nostra attenzione anche in questa direzione. Permetteteci di tornare un attimo alla Parabola del ricco e di Lazzaro, riascoltata nelle letture della messa qualche domenica fa...

Il peccato del “ricco” non sta nella sua ricchezza, ma nel fatto che crogiolandosi in essa spreca la sua vita sulle “cose” non accorgendosi di Lazzaro che muore sulla strada.

Non è un monito ai grandi “ricchi” che può sortire l'effetto di una sorta di giustificazione al nostro “trattenerci” dall'essere solidali, perché siamo tutti abbastanza ricchi da poter condividere doni come il tempo, l'amicizia, l'affetto e poi....anche le cose.

Parimenti nessuno è così povero da dover rinunciare alla propria dignità e onestà (questa è stata la salvezza di Lazzaro), ma per poterle preservare si ha bisogno di una mano, quella che possiamo offrire noi tutti.

Gruppo Missionario

Madonna della Fiducia