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"Un'altra tappa della mia vita"

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- di don Antonio Bortone -
Un’ora che resterà scolpita nella mia memoria per sempre. artedì 17 maggio ore 17.
: Entravo in chiesa e precedevo la bara di don Francesco Smeriglio, che era stato il primo parroco di Maria Regina Mundi. In quel momento tanti pensieri frullavano per la testa: anzitutto pensavo a don Francesco, pregavo per lui, riandavo con la mente ai tanti anni trascorsi insieme – un po’ più di un anno da viceparroco e quasi sedici da parroco – ai primi anni che lo vedevano ancora in buona salute e poi agli ultimi, a partire da quella notte del marzo 2010 trascorsa al pronto soccorso dell’ospedale di Moncalieri e che lo aveva portato a trasferirsi presso la Casa del Clero di corso Benedetto Croce a Torino, segnati dal declino che pian piano lo ha portato alla morte.

Un altro pensiero si affacciava alla mente: il giorno prima, per sopraggiunti impegni pastorali, non avevo potuto accompagnare don Richard a Caselle per il suo viaggio di ritorno in Kenya, dopo quasi otto anni di conoscenza, amicizia e collaborazione. Una volta si cantava: Partir è un po’ morir! Ed ecco un altro pezzo di vita concluso, certo in modo diverso, ma si andava a sommare all’altra cosa di cui solo lui e pochi altri erano al corrente: anch’io avrei lasciato Regina Mundi.

Una decina di giorni prima infatti ero stato convocato dall’Arcivescovo Cesare che mi aveva chiesto la disponibilità a vivere una nuova tappa della mia vita. Dopo quasi 18 anni trascorsi a Nichelino era giunto il tempo di iniziare una nuova “avventura” che si è rivelata una sfida intrigante e un po’ temeraria: parroco di due delle quattro parrocchie di Settimo Torinese, una realtà per me sconosciuta (come d’altra parte era Nichelino, prima di arrivarci).

Che dire? Motivi per non dare la disponibilità? Forse il timore di non essere all’altezza, ma anche la sfida di fidarsi del Signore che mi chiedeva un passo di tal genere attraverso la voce dell’Arcivescovo.

Sentimenti contrastanti. Ma ho subito detto di sì: se non si è pronti in queste situazioni a che servono anni di predicazione sul servizio, sulla disponibilità e via dicendo?

E dunque questo 2016 per Regina Mundi resterà l’anno degli addii, ma anche l’anno di un benvenuto e prego anch’io per don Mario che è stato chiamato a sostituirmi e ad arricchire la comunità parrocchiale e l’unità pastorale con la grazia del suo ministero.

Desidero richiamare alla vostra attenzione le parole di san Paolo che troviamo negli Atti degli Apostoli laddove Luca ci racconta del saluto alla comunità di Efeso: “E ora vi affido a Dio e alla parola della sua grazia, che ha la potenza di edificare e di concedere l'eredità fra tutti quelli che da lui sono santificati” (At 20, 32).

Questo dovrebbe essere il compito di un pastore sull’esempio di Cristo unico pastore: annunciare la Parola del Vangelo e viverla nei sacramenti perché tutti possano incontrare Gesù e per mezzo di lui conoscere il Padre e vivere da figli per costituire la comunità dei credenti luce del mondo e sale della terra. Chiedo le vostre preghiere per essere in grado di continuare a fare questo con le persone che il Vescovo mi ha affidato nelle parrocchie di san Pietro in Vincoli e di san Vincenzo de’ Paoli a Settimo Torinese.

Il Signore vi accompagni con la sua benedizione.

don Antonio Bortone