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Mar, Dic
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Dolci di Pasqua dall'Europa

Pillole di storia
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La pasticceria italiana è una delle più rinomate al mondo. Da nord a sud, durante il periodo pasquale, le tavole si riempiono di ogni sorta
di dolci deliziosi, dai più semplici ai più elaborati, sempre ricchi di storia e tradizione. Anche all’estero però possiamo trovare molte idee originali e fantasiose, per stupire gli ospiti con nuove e curiose ricette.

In Francia la pasticceria è raffinata e i francesi sono maestri nell’arte del cioccolato. A Pasqua sono d’obbligo le uova decorate in mille modi, ma c’è un dolce semplice e delicato, tipico delle regioni occidentali e di antica origine contadina, che ancora oggi è usanza regalare e portare in tavola come simbolo portafortuna: il “tourteau fromager”. E’ una torta a base di formaggio caprino, zucchero, uova e farina, cotta in una tipica teglia in terracotta fatta a cupola, da cui prende la forma, e ricoperta da una crosta scura dorata e caramellata, che nasconde una pasta soffice morbida e gustosa.

In Germania, in particolare nella splendida Baviera, è d’obbligo preparare l’“Osterlamm”, o agnello pasquale dolce. Ha un impasto semplicissimo a base di zucchero, uova, farina, burro, latte, messo a cuocere in uno stampo a forma di agnello. Una volta cotto, si decora a piacere con fiocchi, crema di burro e uova colorate. Si cucina per la colazione del giorno di Pasqua, dopo la celebrazione della Messa.

Nei paesi dell’est, la “Paska” è un pane lievitato e scenografico, riccamente decorato in superficie con nastri di pasta, zucchero colorato, semi di papavero e fiori, secondo ricette variabili di casa in casa. Di origine contadina, un tempo si portava in chiesa a far benedire durante la messa di Pasqua, per poi essere tagliato durante il pranzo dal capofamiglia. La buona riuscita del dolce era di auspicio per la fortuna e la salute di tutti i commensali.

In Finlandia non può mancare il “Mämmi” un budino denso dolce e scuro, a base di farina di segale, malto di segale, scorza d’arancia e zucchero, il tutto fermentato per molto tempo. La preparazione è lunga e laboriosa, così come la cottura in forno per tre ore, ma si prepara in anticipo e si mantiene in frigorifero. Si serve a cucchiaiate in una ciotola, bagnato con zucchero e latte.

Originale e suggestivo è il greco “Tsoureki”, una grande brioche a forma di treccia tonda o di lunga ciabatta, decorata con uova colorate di rosso, simbolo del sangue di Cristo. Nell’impasto si aggiungono due ingredienti tipici: la masticha, una resina ricavata dalla corteccia dell’albero del lentisco prodotta nell’isola di Chios, e il malhepi, una spezia aromatica ottenuta dai semi del ciliegio canino, per conferire al dolce tutti i profumi della terra di Grecia.

Infine, in Spagna non possono mancare le torrijas, piccoli dolci inventati, pare, da alcune suore madrilene che dovevano sopperire al lungo periodo di digiuno quaresimale. La parola deriva dal verbo torrar ossia arrostire, abbrustolire. La ricetta prevede di tagliare alcune fette spesse di pane raffermo e di bagnarle da un lato con una miscela di latte, zucchero e miele. Far insaporire qualche ora, poi intingerle in uovo sbattuto e friggerle in olio caldo. Da servire spolverate di abbondante zucchero e cannella, oppure con miele.

Maria Cristina Grassi