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Questa è proprio bella! L’ho letta qualche giorno fa sul quotidiano Avvenire. Racconta di un fatto accaduto all’Università Statale di Macerata, dove insegna una stimata ricercatrice di Glottologia e Linguistica, la professoressa Clara Ferranti.

Ecco qui. Alle 17,30 del 13 ottobre la Docente tiene la sua lezione di fronte ad un centinaio di studenti, quando uno di essi le chiede come mai, ogni volta che sta per incominciare una lezione, si fa precedere da 25 secondi di raccoglimento. Venticinque secondi esatti, al cronometro!

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Il grido desolato, pubblicato dai media finlandesi, è del giornalista e politico Antti Juhani Rinne che aveva letto una terribile tabella statistica circa il futuro demografico della sua Finlandia. Eppure quella Nazione è tra le migliori al mondo per far nascere e crescere i bambini. Qui i genitori non mancano di nulla. La “terribile statistica” ricorda ai finlandesi che il 2017 si concluderà con un tasso di natalità non superiore all’1,57 per coppia, cioè in forte calo. Non tanto quanto l’Italia che ha chiuso il 2016 con 1,34.
Accanto a noi italiani abitano i francesi che fanno leggi molto favorevoli alla natalità tanto da raggiungere i due figlioli per coppia; tuttavia anche i nostri cugini d’oltralpe tendono alle comodità individualistiche per cui il primato è già perduto.
E’ chiaro a tutti che un Paese senza bambini è una Nazione senza futuro. Se pensiamo che l’Italia ha il tasso di natalità più basso al mondo, non è complicato capire che la parola “finis” della sua popolazione storica è proprio dietro l’angolo.
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Dalla finestra della mia camera osservo i ragazzi che giocano nel grande cortile. Dopo un primo sentimento di gioia che canta alla Vita, puntuale mi si insinua un senso di angoscia…

E’ il futuro prossimo e remoto di questi ragazzi che disturba i miei pensieri. E’ vero che essi venendo al mono non hanno ereditato il ricordo orrido dell’ultima guerra mondiale, come è stato per me. E’ vero che hanno trovato comodità impensabili, novità tecnologiche affascinanti e un’Europa in pace.

Questo però non fa differenza! Perché?

Perché le generazioni che li hanno preceduti dei beni della Natura hanno fatto man bassa senza preoccuparsi del loro arrivo. E’ stata pure loro nascosta la parte migliore della nostra Storia, della nostra Civiltà, della nostra Speranza...

E’ questo che fa la differenza!

E poi, per il loro futuro che leaders trovano? Dall’altra parte del grande mare d’Occidente a dominarci c’è un uomo che sembra non abbondare in scrupoli. Viaggia in Arabia per incassare 400 miliardi di dollari in armi vendute perché quelli si facciano la guerra… Passa da Roma e vuol vedere Papa Francesco che gli dona pochi sorrisi, ma un sorso di saggezza, come l’Enciclica sulla custodia del Creato. La mette in pratica due giorni dopo cancellando la sua grande Nazione dagli Stati che si stanno impegnando per salvare l’eco-sistema…

Ad Est c’è un altro grande leader che deve aver perso in giovinezza la sua verginità dirigendo il famigerato KGB: la polizia sovietica. Questo punta i missili sull’Europa e ci fa saper che “con il possibile scontro armato tra Oriente e Occidente il genere umano scomparirà dalla faccia dalla terra”.

Lasciamo perdere il ginepraio del continente Asiatico: bastano questi affanni!

Alla mia età il ruolo che mi resta è di pregare il Creatore. Lo faccio volentieri, però cari ragazzi e giovani siate forti! Vi dico: cercate buoni maestri che vi aiutino ad affrontare le sfide. Le dovrete affrontare.

Sulla scia di Papa Francesco, Maestri buoni ce ne sono ancora… Sono questi che vi insegneranno come l’Amore vincerà su ogni brutalità umana.

P&N

Sabato 25 Marzo, giorno liturgico dell’Annunciazione …, ventisette Capi degli Stati Europei hanno celebrato in Roma i 60 anni del Trattato di nascita della Comunità Europea.

L’hanno fatto senza enfasi, con un certo ottimismo consapevole dell’esigenza di tornare alle fonti dei Padri per salvare l’unità dei popoli continentali. Esigenza vigorosamente ribadita a tutti loro da Papa Francesco nella Cappella Sistina, giusto la sera precedente, venerdì 24.

E’ bene sapere che gli antesignani famosi dell’Unità Europea furono numerosi, prima ancora della seconda Guerra Mondiale, soprattutto tra i perseguitati politici del nazifascismo. Ne cito qualcuno: Altiero Spinelli, Henry Spaak, Jean Mollet, Joseph Bech, Winston Churchill…

Tuttavia i veri Patriarchi dell’Europa unita furono tre immensi personaggi che si ersero, insieme, dalle macerie del distrutto continente gridando: cancelliamo l’istinto bellicoso dei nostri popoli riunendoli in una sola grande Nazione! Questi furono il francese Schuman, il tedesco Adenauer e l’italiano De Gasperi, uniti dal medesimo denominatore della fede cristiana. Erano leader di tre popoli del dopoguerra: Francia, Germania e Italia.

ALCIDE DE GASPERI (1881 – 1954). Morì tre anni prima della firma del Trattato! Acerrimo avversario del fascismo, durante il regime visse, come altri, nascosto in Vaticano. E’ conosciuto come un Padre della Repubblica Italiana oltre che uno dei tre grandi ispiratori dell’Europa Unita sul fondamento della millenaria civiltà cristiana. Era una personalità profondamente religiosa da meritarsi, dopo la morte, l’apertura della causa di beatificazione che sta procedendo...

ROBERT SCHUMAN, nato in Lussemburgo nel 1886 e morto nel 1963. Dopo la prima Guerra Mondiale, l’Alzazia e la Lorena passarono dalla Germania alla Francia e Robert venne eletto, giovanissimo, al Parlamento di Parigi. Durante il secondo conflitto fu incarcerato dalla Gestapo per il suo impegno a favore dei rifugiati. Evase nel 1942 e si diede alla clandestinità. Dopo il conflitto tornò in Parlamento e fu nominato Ministro della Giustizia francese. Prima di morire ebbe l’onore di presiedere la Prima Assemblea Parlamentare d’Europa.

Nel 1990 il Vescovo di Metz aprì, anche per lui, la causa di beatificazione e  nel 2004 fu proclamato “servo di Dio”.   

KONRAD ADENAUER, tedesco di Colonia, dove nacque nel 1876 e morì a novantun anni. Fu il più longevo cancelliere della Germania è governò fino all’età di ottantasette anni tanto da meritarsi il titolo di “Der Alte”, cioè Grande Vecchio. Grande per l’enorme capacità politica e lavorativa tanto che nei suoi ultimi anni i leaders mondiali facevano a gara per ottenere un suo consiglio.  Fondò pure la CDU, l’attuale  partito cristiano sociale di cui fa parte l’Angela Merkel.

Cattolicissimo, anche per lui si è aperta la causa di beatificazione, attualmente arenata in Vaticano perché non è stato ancora chiarito sufficientemente il ruolo che lui avrebbe avuto nel tentativo di assassinio di Adolf Hitler, il 20 luglio 1944.

Queste, amici miei, sono le radici storiche dell’Unità Europea! Non gli eredi dei Lumi della rivoluzione francese che hanno cercato di spegnere il faro dei Padri Fondatori.

Sono loro che devono tornare ad illuminare l’Europa, come ha rimarcato Papa Francesco. Solo loro restituiranno all’Europa la sua storia di civiltà e la faranno uscire dalle secche di una mera società commerciale.

Cari amici: circa quattro decenni fa all’orizzonte culturale della nostra società spuntava una nuova visione di pensiero. Partiva dal presupposto che ormai l’umanità è entrata nell’era post-cristiana per cui gli antichi principi morali e di senso del vivere erano da ritenersi abrogati. Un modo di pensare che si manifestò subito come “Pensiero Debole” perché, in ultima analisi, non sapeva rispondere alle domande di senso che la vita presenta. Da dove vengo? Perché sono qui? Verso dove sono diretto? Chi ha fatto dal nulla l’Universo… e perché…

Questo Pensiero Debole ha finito per cedere il posto all’attuale Pensiero Liquido, dove la gente “ragiona di pancia” ed improvvisa i principi morali secondo le impressioni e le mode del momento. Anche se alcune lobbies che dominano i media ci sguazzano felici, resta il fatto che un tal modo di concepire le cose lascia dietro di sé disastri umani macroscopici.
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Esattamente 60 anni fa (marzo 1957) con i Trattati di Roma si ponevano le basi dell’Europa Unita. Unire gli Stati Nazionali del continente europeo è stata la magnifica Opera di uomini saggi, geniali e amanti della Pace.
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