Perchè il "Tavolo Migranti"

Società e cultura
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A fine giugno, si è costituito il “Tavolo Migranti Nichelino” che raccorda i rappresentanti
di Parrocchie cittadine (SS. Trinità, Regina Mundi, Madonna della Fiducia e San Damiano, Sant'Edoardo), ACLI,  Associazioni San Matteo, Abraham, Chreo, Caritas Nichelino, Pastorale del Lavoro, CGIL – CISL – UIL, SPI, Fup, Uilp territoriali, Croce Rossa, CISA Nichelino e dell'Amministrazione Comunale (Sindaco e Assessore alle Politiche Sociali) per affrontare con continuità le tematiche sui migranti e sui richiedenti asilo, accolti nella nostra città con i progetti S.P.R.A.R. (Sistema di Protezione per  Richiedenti Asilo e Rifugiati).

Il “Tavolo Migranti Nichelino” non avrà il compito di “gestire” i progetti  S.P.R.A.R. (affidati, dopo bando e selezione pubblica, a qualificate cooperative/associazioni con personale professionalmente preparato), quanto piuttosto quello di favorire la comprensione del fenomeno migratorio superando superficiali e affrettate valutazioni.

Individuerà, inoltre, le iniziative e le modalità più significative perché ancora una volta Nichelino e i suoi cittadini confermino quella lunga tradizione di città dell'accoglienza che l'ha resa grande e ricca di umanità.

Per una prima comprensione del fenomeno migratorio ci è parso importante riprendere alcune riflessioni tratte da un articolo dell'ex Presidente del Consiglio Romano Prodi intitolato“Senza un progetto per l'Africa tragedia inevitabile”. Fin da subito si evidenzia il fatto che “Quando parliamo di immigrazione dobbiamo distinguere l'emergenza di oggi dai problemi di un lungo futuro. L'emergenza [di oggi] si chiama Libia e, purtroppo, tale emergenza si può gestire solo con la pace in questa nazione e con un'azione europea solidale. Entrambe sono ben lontane non solo dall'essere raggiunte ma anche dall'essere avvicinate. Prodi prosegue ricordando che“in questi giorni è stato messo in evidenza da tutti i media il fatto che l'Africa sub-sahariana aumenterà di oltre un miliardo di abitanti in poco più di una generazione, mentre l'Europa ne perderà parecchie decine di milioni”. Si rende perciò necessario “preparare un grande progetto di sviluppo per l'intero continente africano: è chiaro che non siamo in ogni caso in grado di gestire le centinaia di milioni di potenziali immigranti. L'attuale modello degli aiuti non riesce, infatti, a rispondere allo scopo: da un lato il generoso intervento di molte associazioni o di privati cittadini allevia tante sofferenze, ma non è certo in grado di creare le condizioni che hanno permesso ai paesi asiatici di percorrere la via dello sviluppo. Dall'altro lato gli aiuti ai governi [africani] non solo sono scarsi per dimensione, ma sempre più spesso arrivano nelle mani di politici e burocrati corrotti o inefficienti”.

Da più parti viene sostenuto che la soluzione è quella di “aiutare i cittadini africani in casa loro”: si tratta allora di cambiare marcia sia dal punto di vista della quantità che della qualità della nostra politica.

“Un piano europeo – sottolinea Prodi - deve prima di tutto apprestare le infrastrutture necessarie a costruire una moderna economia. Non solo strade e ferrovie, ma nuove reti di telecomunicazione, di produzione e distribuzione dell'energia oltre a moderni e capillari sistemi scolastici e sanitari”. Infine è estremamente importante“avviare un dibattito politico per mobilitare l'enorme mole di risorse e di strutture organizzative necessarie”.

Per intervenire in modo adeguato sul problema immigrazione, lo scopo del “Tavolo Migranti Nichelino” sarà, perciò, anche quello di favorire e sostenere un dibattito il più possibile allargato a tutte le componenti della società civile cittadina per essere così protagonisti a partire dal basso e cercare di incidere sulle grandi scelte che determineranno il nostro futuro e soprattutto su quello delle prossime generazioni.

Se non riusciremo ad agire in questo senso, dobbiamo essere consapevoli che non saranno di certo barriere, fili spinati, eserciti schierati sui confini degli stati a fermare l'esodo e che di conseguenza “stiamo andando in modo incosciente di fronte ad una tragedia che inevitabilmente renderà più insicuro e drammatico il futuro del nostro continente Europeo”.

Renzo Brunelli