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Famiglia, il popolo è qui

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Sono partiti poco dopo l'alba: sabato 2 giugno alle 6,30 del mattino in pullman da Nichelino direzione Milano. Bambini, giovani, adulti e senior in rappresentanza di quel microcosmo costituito dall’Unità Pastorale 55 che ingloba tutte le parrocchie cittadine.

Con loro un grande striscione bianco con la scritta blu “Gruppi Famiglia Nichelino”. A Milano ci sono andati per il VII Incontro Mondiale delle Famiglie. Per vivere una giornata particolarmente intensa, indimenticabile. Per testimoniare, per riflettere sul titolo dell’Incontro “La famiglia: il lavoro, la festa”. Un titolo attualissimo, drammaticamente attuale. Il lavoro che non c'è, il lavoro che sparisce, la festa negata, la famiglia ai margini di una società che tende a rinnegarla e quindi a rinnegare se stessa.

Prima tappa a FieraMilanoCity dove è stata allestita la Fiera Internazionale della Famiglia, una vetrina dedicata alle famiglie.  Un’iniziativa inedita d’incontro, scambio e visibilità per le associazioni del mondo ecclesiale e civile, per tutti quelli che lavorano nel campo della famiglia. Decine di stands tematici, editoria e la possibilità di entrare nel clima della festa: “Abbiamo incontrato Valeria che arrivava dal Veneto: ci siamo rivisti con  piacere dopo tantissimi anni dalla prima esperienza del campo-famiglia di Spello”. Un gruppetto aveva invece proseguito in metropolitana fino a Piazza Duomo, riuscendo a salutare il Papa prima che lo stesso si recasse a S. Siro.

La tensione, la voglia di raggiungere il campo volo di Bresso, dove si sarebbe tenuta la Festa delle Testimonianza con Benedetto XVI, saliva sempre di più: “Di fatto, alle 14,30, dopo aver consumato il più classico dei pranzi al sacco a base di panini, torte salate e frittata – dicono Cristina e Domenico  Sacco – eravamo pronti a entrare. Abbiamo aspettato che i varchi fossero aperti poco dopo le 15 e poi via verso il palco distante più di un chilometro che di sera avrebbe ospitato la Festa”.  

L'area del Parco Nord di Milano - Aeroporto di Bresso dove si è svolta la Festa delle testimonianze è la stessa che ha ospitato, il giorno successivo, un milione di persone per la S. Messa celebrata dal Santo Padre. Un’area veramente immensa, attrezzata con una decina di maxi-schermi lungo il prato. Un colpo d'occhio splendido. Ad accogliere le famiglie, la scritta “ONE WORLD FAMILY LOVE”. E poi canzoni balli musica e testimonianze per tutto il pomeriggio. Perché festa doveva essere e festa è stata.

C'erano famiglie di tutte le fasce d'età. Intorno a noi bandiere francesi, polacche, tedesche e croate. E poi – dicono Marina e Massimo – l'accoglienza dei volontari è stata splendida: erano in tantissimi, disponibili, sorridenti. L'idea poi di accogliere tutti con un abbraccio vero dava proprio il senso di famiglia “.

Intanto arrivano delegazioni dall'Africa, dall'Asia e dalle Americhe: applausi, canti di giubilo, strumenti musicali e bandiere al vento. Tanti colori, tanti cuori, tutti uniti. ONE, appunto.

“E' una Giornata Mondiale della Gioventù in versione adulta. L'Incontro Mondiale delle Famiglie è stata un'altra delle grandi intuizioni di Giovanni Paolo II e come tale è rimasta in eredità a tutti noi. Come un segno dei tempi, è un richiamo, una memoria perché la famiglia va messa al centro della politica e, prima ancora, della cultura”. Parola di Alberto Chiara, caporedattore, firma storica di Famiglia Cristiana e grande conoscitore di questi incontri che radunano gente, popoli da ogni angolo della Terra.

Poco dopo le 20,30, improvvisamente ecco il Papa sul grande palco. Tra i 350 mila presenti e tra i volontari scorre un filo di delusione per il mancato e previsto fino a pochi minuti prima, passaggio di Benedetto XVI tra la folla. Le transenne a ridosso della pista di atterraggio, colme di persone che aspettavano il Santo Padre, smettono di resistere alla pressione ma non c'è tempo di tirare il fiato. Un lunghissimo applauso, il saluto di accoglienza da parte del Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Card. Ennio Antonelli e poi, nel silenzio, via alle testimonianze e al dialogo delle famiglie con il Papa. Vietnam, Grecia, Madagascar, Brasile, Italia, Usa in ordine sparso. Tenerissima la prima domanda fatta da Cat Tien, bambina vietnamita di 7 anni che ha chiesto al Papa di raccontare la sua infanzia! La dolce risposta di Joseph Ratzinger ha regalato un sorriso a tutti i presenti e, di fatto, ha creato il clima ideale allorché, con la testimonianza della famiglia greca Paleologos si è parlato di crisi e lavoro che non c'è più : “Nessuno ha più fiducia, manca la speranza”.  La risposta del Papa è stata diretta: “Dovremmo fare qualcosa di concreto e tutti soffriamo del fatto che siamo incapaci di fare qualcosa di concreto. Parliamo prima della politica: mi sembra che dovrebbe crescere il senso della responsabilità in tutti i partiti: che non promettano cose che non possono realizzare, che non cerchino solo voti per sé, ma siano responsabili per il bene di tutti. Si capisca che politica è sempre anche responsabilità umana, morale davanti a Dio e agli uomini”. 

I coniugi americani Anna e Jay Rennie hanno parlato delle difficoltà del conciliare famiglia e lavoro, orari e domeniche lavorative: “Grande questione - ha detto il Papa - e penso di capire questo dilemma tra due priorità: la priorità del posto di lavoro è fondamentale, e la priorità della famiglia. E come riconciliare le due priorità. Vorrei qui invitare i datori di lavoro a pensare alla famiglia, a pensare anche ad aiutare affinché le due priorità possano essere conciliate. E finalmente, c’è la domenica, la festa: mi sembra molto importante la domenica, giorno del Signore e, proprio in quanto tale, anche "giorno dell’uomo", perché siamo liberi. In questa libertà dell’uno per l’altro, per se stessi, si è liberi per Dio. E così penso che difendiamo la libertà dell’uomo, difendendo la domenica e le feste come giorni di Dio e così giorni per l’uomo”.

Subito un fortissimo applauso da parte di tutti i presenti: “Bene ha fatto il Papa – per Lucetta e Massimo Di Stasi – ha riaffermare l’importanza della festa, della domenica, del riposo settimanale”.

Dopo la benedizione del Papa, inizia il deflusso accompagnato dalle musiche di Ennio Morricone e dalle note di “Pata, Pata”.

Ormai è notte inoltrata e Paolo Abate sintetizza la giornata prima di salire sul pullman che tornerà a Nichelino: “Finalmente la famiglia è tornata a essere protagonista. Il Papa ha posto l’accento con forza che la famiglia deve essere al centro della società. C’è speranza perché c’è tanta gente che ha voglia di fare e di fare bene! Nonostante le difficoltà bisogna avere fiducia e non scoraggiarsi mai: non  piangiamoci addosso e andiamo avanti con fede”.

Giampaolo Flori

 

 

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Ultimo aggiornamento Martedì 08 Gennaio 2013 17:18

 

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