Credevo proprio che non sarei tornato sull’argomento “Sì – No - TAV” e invece ... Nonostante io sia proprietario di (ben!) un fienile in Bussoleno (inutilizzabile/intrasformabile in quanto ubicato in “fasca sismica”), o forse proprio a causa di questo, sono anni che non ho più voglia di parlarne; mi limito a raccogliere lettere e articoli sull’argomento che faccio confluire nello scatolone/archivio di un amico monaco all’Abbazia della Novalesa (un “raccattatutto” come me, ma al quale la soprintendenza archeologica deve molto!) senza più prendere posizione attiva...
Però ecco che mi capita di leggere su Nichelino Comunità il pensiero di P&N, a proposito di Luca Abbà. Ha compiuto atti che qualcuno considera al limite dell’eroismo mentre per altri, me compreso, rimane uno “sciroccato” con 37 anni sulle spalle.
A pensar male si farà anche peccato, ma...
Nel tentativo di capirlo, quel Luca, ho addirittura sospettato che sia stato vittima di qualche “suggeritore” il quale potrebbe avergli assicurato (nella “speranza” che ci scappasse il morto) che quei fili non fossero percorsi dalla corrente. Questo sospetto mi è venuto guardando le foto sui giornali che mostrano il nostro mentre si arrampica non dalla parte opposta alla mensola reggi cavo, come avrebbe fatto ogni essere magari trasgressivo ma timorato della corrente elettrica. No, lui è andato ad esibirsi, con una naturalezza sospetta, sul lato potenzialmente più pericoloso.
Così, anche grazie a questo “eroe” , la zona è interdetta a chiunque, proprietari di beni compresi. Io, onde evitare di farmi salire ulteriormente la pressione, evito di andarci. Così come evito di usufruire del mio diritto di cittadino di tentare di ritornare su un sito archeologico, a me molto caro, che si trova nei paraggi e che sono convinto riservi ancora moltissime sorprese (sempre che i No-Tav considerino comune quel patrimonio e non invece qualcosa di assolutamente personale come la stessa valle!).
Leggo sul settimanale La Valsusa alcune lettere di abitanti della zona che cominciano – in modo fin troppo garbato – a risollevare la testa, stanchi di subire costanti minacce nonché vere e proprie violenze. Sarà l’inizio della “primavera” Sì -Tav?
Aggiungo che la ferrovia “storica”, oltre a seguire un tracciato molto a rischio di smottamenti e frane, non è più idonea al traffico ferroviario contemporaneo a causa della sua forte pendenza. I convogli merci - che trasportano materiali ferrosi, tronchi, lunghe teorie di containers o autoarticolati – sono costretti a viaggiare con quattro locomotori frenanti. E’ uno spettacolo in certe notti estive vedere i ceppi dei freni che bruciano e le resistenze surriscaldarsi fino a divenire rosse. Il rischio di non riuscire a gestire la frenata è altissimo.
Basterebbe questo a giustificare la necessità di un nuovo tracciato.
A tutti coloro che oggi (anno 2012) parlano di “aprire un dialogo” chiedo: dove eravate in questi 20 (venti!) anni nei quali si sono fatte chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere?
Fingiamo pure di credere che a non volere la Tav sia la maggioranza dei valsusini. Facciamo salvi i diritti di giusta e abbondante remunerazione per i terreni perduti, i disagi subiti e tutte le dovute misure per la tutela della salute.
Ribadito che l’opera è stata ritenuta utile/necessaria/positiva a livello di Regione, Nazione ed Europa. Tutto ciò premesso. Possono i valsusini a questo punto dire “No! Non si fa”?
Mario Cerrato




