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Interramento ferrovia, una bufala colossale

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ferrovia

 

“Chiedetemi di scrivere su qualunque cosa, ma non un articolo sull’interramento della ferrovia a Nichelino. Sono stufo di essere preso in giro e di prendere in giro i lettori. Tutte le volte è la stessa storia.

Mi si dice: siamo a buon punto, è stato fatto un altro importante passo avanti e così via di seguito. Balle.Quest’opera attualmente non è finanziata, né finanziabile e la politica lo sa benissimo. Dicano le cose come stanno e la smettano di vendere fumo”.

Lo sfogo di un cronista locale di lungo corso risale a una decina di anni fa, ma ancora oggi ci sta. Convegni, progetti, studi di fattibilità (a spese del contribuente) e alla fine il binario unico della Torino – Pinerolo è sempre lì. I pendolari continuano a lamentarsi e anzi dicono che con le Ferrovie dello Stato si viaggia sempre peggio.

Ci fu un momento in cui l’interramento della ferrovia parve dietro l’angolo: un politico locale ancora sulla breccia ne fece il cavallo di battaglia in occasione di una campagna elettorale per le Regionali. In Regione c’è andato, tornato, la legislatura è finita, ne è iniziata un’altra senza di lui, ma il binario è sempre lì da interrare.

La ferrovia entra sotto terra dal tal punto e ne esce da quest’altro, la pendenza dei binari sarà questa, qui sorgeranno le stazionì, l’opera sarà finanziata così e cosà, guardate che bel viale verde salterà fuori ...Sembra quasi la storia del ponte sullo stretto di Messina o, per restare più vicini a noi, quella del nuovo ospedale in zona Carpice. Annunci, depliant, tavole rotonde, mostre in pompa magna prima delle elezioni e pochi mesi dopo generale e sconsolato allargar di braccia: non ci sono i soldi....

Si fa o no? Su questa benedetta ferrovia in realtà non si capisce come stiano le cose. Fino a ieri si parlava appunto di raddoppio e interramento nel tratto dalla stazione Sangone alla stazione di Nichelino. Buona parte della spesa se la sarebbe accollata il Comune di Nichelino che vi avrebbe fatto fronte attraverso oneri di urbanizzazione derivati dalla trasformazione urbanistica resa possibile dall’operazione.

Oggi l’ipotesi dell’interramento sembra di nuovo essersi allontanata, per mancanza appunto di risorse, e si parla solo di raddoppio. Si è però scoperto che su questo punto i Comuni interessati non la pensano allo stesso modo. Alcuni ritengono il progetto ormai obsoleto, inadeguato o eccessivamente penalizzante per l’agricoltura. Sul raddoppio in superficie pare che anche Nichelino non manifesti eccessivi entusiasmi: l’operazione richiederebbe di sacrificare una consistente fascia di terreno lungo la ferrovia, senza risolvere ad esempio il problema del passaggio a livello in via Torino.

Vale il cattivo pensiero del cronista di dieci anni fa.

In compenso c’è una novità. La stazione ferroviaria di Nichelino cambierà nome e si chiamerà Nichelino/Stupinigi. Un bus navetta dovrebbe collegarla con la Palazzina di Caccia. Speriamo vada così: diversamente sarà arduo spiegare ai turisti che dalla stazione alla reggia di Stupinigi ci sono sei chilometri, ossia più di un ora a piedi camminando di buona lena.

D.A.

Ultimo aggiornamento Martedì 08 Gennaio 2013 17:24

 

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