La palla pugno fu sport nazionale prima della diffusione di massa del calcio; veniva giocato in particolari stadi chiamati sferisteri. Nei paesi era uno sport molto seguito e i giocatori venivano pagati alla stregua dei migliori calciatori.
Il gioco del pallone elastico si pratica fasciandosi il pugno con una serie di strisce di stoffa (circa di 12 m. in tutto) alle quali si aggiunge un pezzo di cuoio opportunamente modellato ed una striscia di gomma che serve per ammortizzare il colpo ed aiutare il giocatore nell'indirizzarlo.
Le squadre sono composte di quattro giocatori, chiamate quadrette: un battitore, una spalla, due terzini. Il campo di gioco è in terra battuta; ha una lunghezza di 90 metri e una larghezza intorno ai 18 metri. In alcuni casi, su uno dei lati lunghi c’è un muro di appoggio; la palla di gomma pesa 190 grammi.
I punti vengono contati più o meno come nel tennis: quindici, trenta, quaranta, gioco. La partita si conclude al termine di 11 giochi.
Il battitore, che è in genere il giocatore atleticamente più forte, può prendere una rincorsa di circa 12 metri fuori dal campo prima di colpire la palla al volo effettuando la battuta. Per essere considerata valida deve superare la metà del campo e rimbalzare all'interno delle due linee laterali. La squadra che riceve può colpire la palla al volo o dopo il primo rimbalzo con il pugno oppure, nei colpi ravvicinati, con la mano aperta, talvolta protetta da un guanto. Si può usare una sola mano per volta. Tutti i contatti della palla con parti del corpo diverse dall'avambraccio sono considerati falli.
Lo scopo del gioco è quello di mandare la palla il più possibile vicino alla linea di fondo campo avversario o, ancora meglio, oltre la stessa. In quest'ultimo caso si fa un "fuori campo” che è il colpo più spettacolare e che frutta direttamente un quindici. Se il giocatore, invece, manda la palla direttamente oltre il muro d'appoggio o al di là della linea laterale, fa un fallo e la squadra avversaria guadagna un quindici.
Se non si commettono falli o fuoricampo, il gioco continua finché una delle due squadre, non riuscendo più a colpire il pallone al volo o al primo salto, lo ferma con una qualunque parte del corpo o dopo che ha rimbalzato più di una volta per terra. La palla a quel punto non è più giocabile. Nel punto di arresto l'arbitro segna una “caccia” mediante un'apposita bandierina. La “caccia” può anche essere segnata quando la palla, dopo essere rimbalzata almeno una volta in campo, esce lateralmente.
La partita ruota intorno alla conquista di queste “cacce”, secondo regole non semplici da spiegare. In fondo l’unico modo per capire il pallone elastico è vederlo dal vivo. Ad esempio nel caso in cui le squadre siano 15 a 0 oppure 15 pari, al massimo si possono fare tre cacce, mentre se sì è sul punteggio di 40 a 40 si applica la regola dei vantaggi. Le cacce posizionate si devono "conquistare" e l'aggiudicazione di una “caccia” implica un punto. E’ come una linea immaginaria che alla fine dell’azione la palla deve superare. La “caccia” viene conquistata quando un giocatore ferma la palla prima di questa linea su tiro di un giocatore avversario.
Le partite possono durare da poco più di un'ora a parecchie ore, quando le squadre in campo sono molto equilibrate. Il campionato italiano si svolge regolarmente dal 1912 e dal 1983 si svolge anche la Coppa Italia; viene pure disputato il campionato mondiale.
A cura di
Alberto Odetto





