Il Consiglio Comunale di Nichelino ha approvato la delibera programmatica che contiene le linee guida della futura variante strutturale al Piano Regolatore Generale. A voler semplificare, la futura Nichelino dovrebbe smettere di “consumare” territorio per favorire lo sviluppo verticale degli edifici. Insomma: meno case basse e più palazzi.
Ma, nonostante siamo ancora in una fase “programmatica”, la delibera ha evidenziato, ancora una volta, le crepe della politica cittadina.
Numericamente la variante è passata con 19 voti favorevoli su 28. Spaccati i due partiti principali. Nel PD i tre consiglieri Maria Antonietta Ricci, Paola Zanardo e Roberto Olivieri si sono astenuti. Il tutto a pochi giorni dalla non partecipazione al voto del bilancio comunale: “Sulla variante ci siamo astenuti per motivi prettamente politici: abbiamo delle idee e vogliamo partecipare al percorso. Siccome però Sindaco, Segretario cittadino PD e Capogruppo hanno detto che i Popolari potranno essere chiamati o no, convocati o no alle riunioni, a loro insindacabile giudizio... noi un assegno in bianco non glielo firmiamo”.
Il PdL invece si è diviso tra astensione (Giovanni Parisi, Gaetano Bianco, Carmelo Mendolia e Antonio Onza) e il voto contrario di Michele Morabito e Graziella Scaramuzzino.
Il Sindaco Giuseppe Catizone ha parlato in termini entusiastici del nuovo Piano che, salvo sorprese, dovrebbe essere approvato definitivamente nell’autunno 2013: “Si tratta di una variante importante, che andrà ad incidere profondamente sulla struttura del Piano Regolatore vigente che risale a metà degli anni ’90. La variante dovrà trasformare Nichelino da città dormitorio a porta sud di Torin . I punti fermi della variante saranno la crescita zero e la salvaguardia dei terreni agricoli. Gli ambiti d’intervento e di risanamento si concentreranno su via Torino e via XXV Aprile. Non abbiamo intenzione di sacrificare pezzi di territorio a discapito di altri. Negli ultimi cinque anni come numero di abitanti siamo cresciuti, seppure di poco. Se la città dovesse mantenere questo trend, nel 2025 supereremo i 50mila abitanti” .
Catizone si è poi scagliato contro l’assioma Nichelino = città del cemento: “ Sfatiamo questo luogo comune e smettiamola di descrivere la città come un centro disordinato ed ad altissima densità abitativa. La nostra è una città del verde e dell’agricoltura: il 70% del suo territorio non ha case”. Un dato sicuramente reale, che comprende però Stupinigi, il Boschetto del Sangone e i campi del Mauriziano. Se verranno costruiti gli oltre 2000 alloggi tra piano Fuksas ed ex art. 18, questa percentuale di verde è destinata a scendere … ma questo fa parte del vecchio Piano Regolatore.
Il sindaco ha poi illustrato gli elaborati predisposti dallo studio Caire Urbanistica di Reggio Emilia che si sta occupando del nuovo Piano. Saranno 4 gli assi portanti su cui poggerà la trasformazione di Nichelino: le sponde del Sangone, le vie XXV Aprile e dei Martiri; la linea ferroviaria Torino-Pinerolo e via Torino. Dai numeri enunciati emerge una fotografia del territorio: il 4% è coperto dal letto del Sangone mentre 2 milioni di mq. sono costruiti da strade (oltre il 10% del territorio). Il 20% riguarda aree a servizi mentre le aree agricole di pregio sono il 39,7%. Il 13,2% del territorio è occupato dalle abitazioni ed il restante 9,6% da aziende ed attività produttive. Un dato che va a cozzare con la diffusa percezione che hanno i nichelinesi: una città con troppe case dove si continua comunque a costruire.
Sindaco e Giunta la pensano altrimenti: negli ultimi dieci anni le famiglie sono cresciute di 1900 unità, ma le case costruite sono state 1300, con una media sulla popolazione di 3,1 alloggi ogni 1000 abitanti: “Alla faccia di chi dice che a Nichelino si costruisce tantissimo”.
Nell’ampio dibattito che ha fatto seguito alle dichiarazioni del Sindaco, Giovanni Parisi del Pdl ha affermato che “Questa variante assomiglia tanto a un bel libro dei sogni. Siamo certi che quanto previsto resterà per la maggior parte irrealizzato. In questo progetto si parla di un po’ di tutto: questa non è una variante, ma un nuovo Piano Regolatore”.
Per bocca del consigliere Roberto Olivieri i “dissidenti” del PD hanno fatto sentire la loro voce analizzando nel dettaglio le proposte d’intervento: “Per quanto riguarda la direttrice ferroviaria dobbiamo prendere atto che l’interramento della ferrovia non si farà. Per cui gli interventi descritti, cioè il raddoppio selettivo dei binari per favorire l'incrocio dei treni e poterne aumentare la frequenza, andrà a creare un blocco del traffico se non saranno eliminati i passaggi a livello di Via Torino e Via Giusti. Il nuovo Piano poi non si fa carico della viabilità sull’asse di via Debouchè: con la chiusura definitiva al traffico della Statale 23 e l'avvio degli interventi Mondo Juve, Fuksas, Area Viberti, che saranno grossi poli di attrazione di traffico, noi riteniamo assolutamente necessari il completamento dello svincolo Debouchè e la realizzazione della complanare”.
Per Marco Brandolini di SeL “è importante continuare con il metodo della partecipazione, raccogliendo questa sensibilità nei confronti dell’ambiente e del territorio”. Giovanni Caracciolo (Socialisti), dopo una rapida storia dei piani regolatori dagli anni 60 ad oggi, ha sostenuto che “il Sindaco ha dimostrato che Nichelino non è la città del cemento e gli obiettivi individuati sono condivisibili”.
G.F.







