Il forte di Exilles appare come un imponente ed austero guerriero lungo la strada verso la Francia. Sin da tempi remoti fu rocca finalizzata alla difesa e poi oggetto di contesa tra Savoia e Delfinato per il controllo della strada dell’allora “porta d’Italia”. Le truppe di Napoleone Bonaparte, grazie ad una capillare operazione di “minamento”, riuscirono a distruggere quasi completamente la fortezza. I Savoia la ricostruirono nell’arco del XIX secolo nella forma che ritroviamo ancora oggi.
Grazie al lungo intervento della Regione Piemonte, che ha acquistato il forte nel 1978 dal Demanio ed al Museo della Montagna CAI-Torino, suggestivi percorsi e musei della memoria attendono i visitatori. La prima sorpresa è l’ascensore panoramico, che conduce direttamente dalla biglietteria al “Cavaliere”, il nucleo sommitale e principale del forte. Qui ci ritroviamo in una “Piazza d’armi”, un grande cortile, dove ai lati si affacciano edifici a due piani, che ospitavano magazzini, cucine e alloggi. Da qui partono i due percorsi guidati: nei sottotetti e nel Bassoforte.
Il primo è una passeggiata tra luci e suoni che danno voce al racconto virtuale di due anziani di Exilles. Il secondo è un percorso ad anello che permette di conoscere i vari livelli della costruzione. Dalla cosiddetta “rampa dei muli” si arriva alle scuderie, poi si scende al Bassoforte, si percorre il grande fossato sovrastato dalla Batteria Reale, si risale attraverso “la scala del Paradiso”, interamente scavata nella roccia. Le guide rivelano anche alcuni “segreti” dell’antico bastione come le collinette di terra che occupano tutto il sottotetto e l’insolita forma a prua di nave.
Sul forte aleggiano antichi racconti: dal miracolo del Corpus Domini (la pisside rubata dalla quale si levò l’ostia consacrata a Torino proveniva dalla parrocchiale di Exilles), alla vicenda della seicentesca Maschera di Ferro misterioso personaggio dal viso nascosto imprigionato nella tour grosse, per finire con la triste storia d’amore di Bianca e Maurizio precipitati sulle rocce mentre tentavano di fuggire durante un assedio.
La storia recente vede il Forte di Exilles trasformato in carcere, caserma, deposito e poi luogo di reclutamento nella seconda guerra mondiale. Fu abbandonato nel settembre del ‘43 quando sopraggiunsero i tedeschi che lo lasciarono del tutto spoglio alla fine del conflitto.
Un’area espositiva è dedicata alla storia delle truppe alpine ed un’altra all’architettura militare con l’esposizione di modellini ed oggetti che narrano l’evoluzione del forte.
Eliana Cerchia




