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Back Come eravamo Come eravamo Persone La meteorologia è nata a Moncalieri

La meteorologia è nata a Moncalieri

Padre Denza

Previsioni del tempo sempre più attendibili e precise. Negli ultimi decenni la meteorologia, con i satelliti e l’informatica ha fatto da gigante, ma forse non tutti sanno che questa scienza, nell’accezione moderna, è praticamente nata a Moncalieri, per opera di un geniale religioso barnabita: Padre Francesco Denza (1834-1894).

Ancora oggi gli studi e le intuizioni organizzative di Padre Denza sono tenute in gran conto dagli esperti del settore. Con buona pace di chi ritiene scienza e fede due universi antitetici, la vita religiosa non impedì al Denza di coltivare il suo straordinario talento per geofisica ed astronomia. Nato a Napoli, prese i voti religiosi nei Barbabiti e nel 1856 venne destinato in Piemonte come insegnante di matematica e fisica al Real Collegio Carlo Alberto Moncalieri, in Piemonte.

“Ho intenzione di stabilire in questo collegio un piccolo osservatorio meteorologico”, scriveva all'amico e maestro Angelo Secchi nel 1858. Detto fatto: l’anno successivo l’osservatorio di Padre Denza inizia l’attività. I primi registri sono purtroppo andati perduti, ma i dati e gli studi raccolti a partire dal 1864 costituiscono uno dei più preziosi archivi storici della scienza meteorologica. L'osservatorio di Moncalieri conserva ancora gli strumenti usati da Padre Denza: tra i cimeli più preziosi un anemojetografo, un barometro di Hicks tipo Fortin con tubo da 25 mm di diametro, un barografo e un termografo della Hipp di Neuchatel, un eliofanografo Campbell-Stokes e molta altra strumentazione per misurazioni climatiche e topografiche.

Il Denza rivela anche grandi doti di organizzatore: raccoglie e confronta i dati provenienti da altri punti di osservazione del Piemonte e della Valle d’Aosta, crea nuovi osservatori, in poche parole getta le basi di quella che sarà la rete di rilevamento meteorologico in Italia. Fonda e collabora a riviste scientifiche. Oltre che di climatologia, scrive di astronomia, sismologia, geomagnetismo; con l’astronomo Schiaparelli istituisce l'Associazione Italiana per le osservazioni delle meteore.

Persegue con cura e tenacia le sue geniali intuizioni, come l’importanza dei dati statistici nello studio della meteorologia. Possiede la lungimiranza del vero scienziato: “...noi prepareremo pei nostri posteri un materiale ben ordinato e prezioso per istabilire con ottimo fondamento il non facile edifizio della climatologia delle nostre regioni, al quale intendimento sono rivolti i nostri sforzi e tutti i nostri studi”. Con il Club Alpino Italiano avvia una serie di rilevazioni ad alta quota per “...studiare le modificazioni che le catene delle Alpi arrecano alle grandi burrasche che dal nord e dal centro dell'Europa penetrano attraverso queste immense rocce nella nostra penisola, ed invadono più o meno furiosamente i nostri mari”.  Lui stesso nel 1870 sale in cima al Monviso, pochi anni dopo la prima ascensione di W. Mathews, portandosi dietro la strumentazione per misurare temperatura, pressione e altitudine.

A livello nazionale è ormai la più grande autorità in materia di climatologia: prende parte al Consiglio Direttivo della Meteorologia Italiana e come delegato “ufficioso” del governo interviene al Congresso Meteorologico Internazionale di Parigi nel 1878 (nell’Ottocento le leggi “liberali” impedivano infatti allo Stato di riconoscere come proprio rappresentante un religioso). Inventa un nuovo tipo di anemometro e perfeziona altri strumenti di misurazione. E’ tra i fondatori e principali ispiratori della prima Società Meteorologica Italiana che in pochi anni riesce ad impiantare una rete capillare di osservatori su tutto il territorio nazionale ed anche all’estero come quello in Sud America di Punta Arena (il più meridionale del globo allora raggiungibile), avviato grazie alla collaborazione delle Missioni Salesiane.

Padre Denza sarà pure l’antesignano di tutte le rubriche di previsione del tempo, perché tra il 1878 e il 1887 redige quotidianamente per la Gazzetta Piemontese (l’odierna La Stampa) il “Bollettino Meteorologico - Osservatorio di Moncalieri.  

Nemmeno un ictus celebrale che gli lascia paralizzata la parte destra del corpo riesce a fermarlo. Negli ultimi quattro anni della sua vita si dedica con energia ad un altro grande progetto: la ricostruzione della Specola Vaticana. Papa Leone XII lo nomina direttore di questa gloriosa istituzione. Nel 1890 Padre Denza lascia Moncalieri per trasferirsi a Roma e dedicarsi all’altra sua grande passione: l’astronomia. Alla Specola installa un telescopio rifrattore da 34 cm di diametro, uno strumento all’avanguardia per quell’epoca, curando ancora diverse pubblicazioni scientifiche.

Ultimo aggiornamento Martedì 03 Luglio 2012 16:56

 

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