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L'acqua che beviamo

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Per chi volesse cimentarsi a fare qualche raffronto con le etichette delle minerali in commercio ecco i principali parametri dell’acqua potabile di Nichelino. I dati, diffusi dalla SMAT, indicano i valori medi presenti nella rete di distribuzione.

La durezza, che dipende dalla concentrazione di calcio e magnesio, è di 24° F, rientrando così nella fascia delle acque mediamente dure (da 15° a 30°F). La concentrazione di ioni di idrogeno, che fornisce indicazioni sull’acidità o la basicità, è di 7,3 ph, ossia perfettamente nella norma. Il valore della conducibilità elettrica che rileva la quantità di sali disciolti è di 452μS/cm, ossia di gran lunga inferiore al limite massimo consentito per le acque potabili che è di 2500 μS/cm. Gli ioni di ammonio NH4+ e di Nitrito NO2-, tra i principali sintomi di inquinamento, sono totalmente assenti. 
Uno dei parametri più utilizzati per il raffronto dell’acqua di rubinetto con quelle imbottigliate è la misura del “residuo fisso” che deriva principalmente dalla presenza degli ioni sodio, potassio, calcio, magnesio, cloruro solfato e bicarbonato e che possono incidere sul “sapore”. L’acqua di Nichelino presenta un residuo fisso di 330 mg/l e pertanto può essere classificata tra le oligominerali o leggermente mineralizzate. Gli esperti monitorano con attenzione i valori di fluoruri, cloruri e nitrati, normalmente presenti in natura o derivati da attività umane sul territorio, che devono restare al di sotto di determinate soglie: nella nostra acqua la quantità di fluoruro è 0,10 mg/l (il limite max consentito è di 1,5 mg/l), il cloruro è a 27 mg/l (max. 250 mg/l), i nitrati a 17 mg/l (max. 50 mg/l). E per concludere non poteva mancare a Nichelino un minimo di nichel: 3 μg/l contro i 20μg/l stabiliti come limite massimo.
Possiamo bere tranquilli dalla “casetta dell’acqua” della SMAT e anche dal rubinetto di casa. E’ acqua che non ha nulla da invidiare a quella che troviamo al supermercato.

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Dicembre 2011 18:00

 

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