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Rattazzi e Minghetti... questione d'onore

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duello

21 giugno 1863 - Mezzogiorno di fuoco, anzi di spada, a Stupinigi. In un campo ha luogo un duello in piena regola tra due pezzi da novanta della politica: nientemeno che il primo ministro Marco Minghetti e l’ex presidente del consiglio Urbano Rattazzi. Destra e sinistra: Minghetti è considerato dagli avversari politici il “il più conservatore dei conservatori”; Rattazzi è il leader dei “progressisti”, per quanto potessero valere tali categorie in uno Stato in cui gli aventi diritto al voto erano meno del 2% della popolazione.

A monte della disfida un’accesa discussione in parlamento a Torino in cui si parla di rapporti diplomatici con la Polonia. Rattazzi attacca Minghetti in tema di politica estera, ma il battibecco tra novelli “padri della patria” degenera sul piano personale. Questione d’onore e così il bolognese Minghetti getta il guanto: ci vediamo a Stupinigi! Altri tempi e quindi niente comunicati stampa, scambio di querele o contumelie su facebook: l’arma scelta è la sciabola.

Giusto in fin della licenza il Minghetti “tocca” e il Rattazzi ha la peggio riportando una leggera ferita ad un braccio.

All’epoca il duello è ancora considerato un mezzo legittimo di risoluzione delle controversie, ma già si coglie l’imbarazzo dell’opinione pubblica. I media del tempo registrano l’episodio: “Tanto siamo ancora lontani da quel grado di civiltà che permette di discutere con calma le più delicate questioni, e fa tenere il duello per un avanzo di barbarie, indegno di uomini educati alle massime di una vera filosofia”, si chiosa in Letture di Famiglia, la “raccolta di scritti di educazione e ricreazione intellettuale per qualunque età e classe di persone” fondata da Pietro Trouar e M. Cellini.

Sulla  singolar tenzone tra Minghetti e Rattazzi più caustico e colorito il commento in  “La Stella d’Italia” di Pietro Covelli: “Il dì 21 giugno scesero a duello presso a Stupinigi in un campo fetente per gran concio (n.d.r letame...?), dove rimasero fitti sino alla gola. Ecco il concetto che avevano di lor fama! Ecco l’altezza a cui giungevano la intelligenza e l’affetto loro!... Tutta Italia diede in risa inestinguibili. Ma i più si addoloravano che i grandi destini della patria fossero nelle mani di uomini siffatti”.

Di sicuro da quel “campo fetente” nessuno dei due illustri politici uscì con Mani Pulite.